La Nuova Ferrara

“Cercando l’Imperatore”. Torna Pazzi

“Cercando l’Imperatore”. Torna Pazzi

Lo scrittore è rincasato dall’Egitto, dove ha presentato la nuova traduzione

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A trent'anni suo esordio narrativo, Roberto Pazzi ripropone Cercando l’Imperatore. Lo scrittore è da poco rincasato dall’Egitto, dove ha presentato al Cairo la nuova traduzione in arabo, che si va ad aggiungere alle dodici precedenti. Fu il premio Selezione Campiello del 1985 a cambiare le sorti di Pazzi e a fargli acquisire consapevolezza; da allora seguì la strada del romanzo, genere che aveva alimentato grazie alla precisione illogica della poesia e che spuntava tra i suoi versi come impronte lasciate sulla neve. E si tratta di neve tormentata anche nel libro, che «si può leggere o rileggere pensando a come, invece, è invecchiata male la Rivoluzione d’Ottobre, prossima al centenario», ha commentato Paolo Mauri. Cercando l’Imperatore ha diffuso in giro per il mondo la tragica sorte dei Romanov e, insieme, il tentativo immaginifico dell’autore di salvarne almeno i resti, separando la nobiltà d’animo dello zar Nicola II dal peso di una corona terrena. Specie dal futuro perduto dai suoi figli, che furono trucidati non solo per le decisioni del padre, ma a causa del suo passato. Il primo a credere nella versione di Pazzi fu l’editore Marietti, poi toccò a Livio Garzanti e ora è uscito per Bompiani.

Matteo Bianchi

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