Gaetano Boschi, lo psichiatra dei soldati
Il grande studioso ebbe molti riconoscimenti scientifici per la sua attività medica a Villa Seminario negli anni della Guerra
di RODOLFO LIBONI
L'Istituto di Storia Contemporanea e l'Istituto Don Calabria di Ferrara hanno organizzato una conferenza che si svolgerà il 27 Febbraio, alle 15.30 alla “Sala Bovelli” dell'Istituto Don Calabria “Città del Ragazzo” di Ferrara, ex-Villa del Seminariio dal titolo “In ricordo del Prof.Gaetano Boschi!” La stessa fa parte di un progetto realizzato dai due enti, sull'apertura di un museo didattico permanente dedicato all'Ospedale Militare Neurologico, presentato al Consiglio dei Ministri nell'ambito delle manifestazioni legate al Bando per il Centenario della Prima Guerra Mondiale.
Il programma della conferenza prevede alle 15.30 la relazione del professor Leonardo Raito, storico dell'età contemporanea presso l'Università di Padova dal titolo “Gaetano Boschi. Sviluppi della neuropsichiatria di guerra (1915-1918)”. Con lo stesso titolo l'autore ha pubblicato un libro edito da Carocci Editore.
A seguire Adello Vanni, psichiatra, tratterà il tema "Psichiatria di guerra a Ferrara. L'esperienza del Centro Neurologico di Villa del Seminario" tracciando un quadro complessivo delle attività cliniche e non che video la luce all'interno dell'Ospedale Neurologico e aspetti, ancora in fase di studio, relativi alle sperimentazioni mediche di quegli anni. Infine sarà presente, per tracciare un breve ricordo, Eleonora Gandini Farina, nipote di Boschi. Nell'atrio della Città del Ragazzo verrà poi inaugurata una significativa opera d'arte, a tecnica mista, di grande formato, in ricordo del professor Boschi. L'opera, realizzata da Valentina Peggio, della classe 4B, Sez. Arti figurative del Liceo Artistico “Dosso Dossi” di Ferrara è stata scelta da una commissione tecnica tra i tanti, meritevoli di nota, realizzati dagli allievi della classe. Ci sarà anche l'occasione di vedere le opere pittoriche dell'artista riminese Luciano Vannoni realizzate utilizzando tecniche pittoriche simili a quelle di Giorgio De Chirico, partendo da bozzetti realizzati dal Maestro mai trasformati in dipinti.
Gli studi universitari
Gaetano Boschi (1882-1969) nasce a Padova, dove si laureò in Medicina e chirurgia presso l'Università della città nel 1906. Si specializzò nel campo degli studi neuropsichiatrici e nel 1913 fu docente di Clinica Psichiatrica presso l'Università di Roma e poi in Neuropatologia all'Università di Torino. Erano tempi in cui c'era un forte interesse per la ricerca scientifica per cui gli ospedali psichiatrici erano collocati a fianco delle cliniche universitarie.Boschi si dedicò alla carriera ospedaliera e, nel 1908, per concorso, divenne primo medico assistente all'Ospedale Psichiatrico di Ferrara. Nel 1909 fu primario nell'Ospedale Psichiatrico di Sondrio e dopo qualche mese ritorno all'Ospedale Psichiatrico di Ferrara, dove sviluppò gran parte della sua attività . clinica e scientifica.
L'attività svolta durante la Prima Guerra Mondiale
Nel 1915, a Ferrara, Boschi era vicedirettore del Manicomio Provinciale, di cui diventerà direttore nel 1930, e occupava, come residenza di servizio, un appartamento in via Quartieri. Nel 1915 pubblicò, per l'editore Rava, “La nevrosi traumatica in guerra”. In quegli anni, Boschi era uno tra i più profondi conoscitori delle arti mediche applicate alle discipline militari, ponendo in stretto collegamento gli impatti traumatici della guerra con le problematiche psichiatriche. Divenne inoltre presidente dell'Accademia delle Scienze di Ferrara. All'inizio del conflitto, richiamato alle armi con il grado di maggiore, per la sua fama di clinico neurologico fu invitato a fondare, a Ferrara, il primo Ospedale Militare Italiano per nevrosi di guerra, presso la Villa del Seminario, residenza estiva dei seminaristi, messa a disposizione della Sanità Militare dall'allora Arcivescovo. Fu un'idea innovativa perché egli intuì per primo come la guerra moderna avrebbe provocato una gran quantità di forme di nevrosi; parte integrante della terapia era avere a disposizione un luogo idoneo, dove poter svolgere diverse attività di recupero della personalità (ergoterapia). Gran parte delle conoscenze medico-militari sperimentate in campo bellico da Boschi divennero poi parte integrante nel trattamento delle nevrosi nel mondo civile. L'Ospedale Militare neurologico "Villa del Seminario", nel 1916, ospitò anche artisti di rilievo come Giorgio De Chirico (1888-1978) e Carlo Carrà (1881-1966), e fu luogo d'incontro per un breve periodo, insieme ad Alberto Savinio (Andrea de Chirico, fratello di Giorgio) (1891-1952) e Filippo De Pisis (1896-1956), che fu fondamentale per lo sviluppo della pittura metafisica. Fu poi inviato a Bari, con il grado di tenente colonnello, a fondare e dirigere il Centro Neurologico di corpo d'armata.
Le ricerche scientifiche
Rinomate sono le ricerche che egli svolse sul liquido cefalorachidiano. Studiando in modo approfondito i liquor notò che la loro formazione avveniva non solo nei plessi corioidei ma in tutte le zone dei nevrasse. Da questi studi e seguendo il metodo diacefalorachidiano fondò la sua cura consistente nella puntura lombare; questa si basava sul concetto di drenaggio neuromeningeo avente funzione di trasporto di elementi di ricambio e di prodotti tossici. Con la puntura lombare, introducendo sostanze eterogenee, si provocava una reattività neuromeningea poiché veniva alterato l'ambiente liquorale. Questa terapia prevedeva anche il ripristino del liquido perso causando un lavaggio neuromeningeo. Grazie alla puntura lombare inizia la somministrazione dei preparati terapeutici come i vaccinici e chemioterapici.
Regione mesocefalica
Boschi studiò in modo approfondito la configurazione fisiologica e fisiopatologica della regione mesocefalica, evidenziandone la struttura complessa in quanto sede della vita psichica,istintiva e affettiva. Scorse centri prima ignoti quali quello del metabolismo osseo, quello della correlazione linfatica, degli spazi sierosi e della conservazione individuale. Egli considerava il mesocefalo come “asse biologico della specie” ma anche come punto debole per l'individuo perché soggetto a danni nel corso delle generazioni. Da qui arrivò ai concetti di “mesocefalosi” e di “ipomesocefalia”; con il termine "mesocefalosi" egli indicava tutte le malattie inerenti al campo della psiconevrosi mentre con la definizione “ipomesocefalia” specificava una certa instabilità mesocefalica. Boschi basandosi sulla sua teoria del liquor cefalorachidiano e volendo esprimere la torbidezza della circolazione liquorale coniò il termine “linfatismo neuromeningeo”; propose inoltre la definizione di “anafilassi neuropsichica” come la risposta emotiva a traumi psichici.
Contributi scientifici
Boschi partecipò anche in altre scoperte scientifiche: pubblicò studi sulla patogenesi e la psicogenesi dell'isterismo considerata come un adinamismo della "sintesi personale psiche-psicosensomotoria", nel 1912 discusse una atassia cerebellare con paramioclono-epilessia, descrisse la sindrome di Dercum e coniò il termine di anafilassi neuropsicologica. Fu il primo a notare l'effetto benefico della radioterapia sull'encefalo rilevando un'interruzione di disturbi emicranici con una sola applicazione sulla regione tubero-ipofisaria attribuendo questo fenomeno ad un'azione direttamente esercitata sul nevrasse; ciò era in contraddizione al pensiero dei medici del tempo che attribuivano questo effetto all'allentarsi della tensione endocranica. Boschi fu innovativo anche nel campo delle tecniche terapeutiche ideando le applicazioni diatermiche nelle paralisi ischemiche, la cura delle causalgie con correnti ad alta frequenza, la cura di alcune forme di diabete mellito con la radioterapia della ipofisi, la terapia delle algie tabetiche e della nevralgia del trigemino. Affrontò anche il problema della paralisi reumatica del facciale proponendo come terapia la somministrazione degli antiluetici utili per disciplinare le difese dell'organismo.
Gli anni successivi
Al termine della Prima Guerra Mondiale riprese la sua attività al Manicomio Provinciale. Fu successivamente anche direttore della Divisione Neuropatologia dell'Arcispedale Sant'Anna di Ferrara, nonché presidente dell'Ordine dei Medici di Ferrara. Nel 1942 fu professore ordinario alla cattedra di clinica delle malattie nervose e mentali presso l'Università di Modena, di cui fu Magnifico Rettore dal 1947 al 1950.
A livello scientifico internazionale furono importantissime le sue ricerche sul liquor cefalorachidiano, sulle patologie della regione mesocefalica e sulla semeiotica neurologica. Tenne seminari e partecipò a conferenze scientifiche in tutta Europa, nonché candidato al Premio Nobel. Fu autore di tantissime pubblicazioni, ma la più conosciuta a livello mondiale fu il volume "La guerra e le arti sanitarie" edito da Mondadori nel 1931. Sono circa duecento le sue pubblicazioni tra ricerche comparse su articoli di riviste specializzate in neuropsichiatria e libri. Fu inoltre appassionato umanista e letterato pubblicando una diagnosi sulla pazzia di Orlando, su Lucrezia Borgia, sulla psicologia dell'arte e sulla storia di Ferrara. Nel 1957 ricevette dal Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, su proposta dell'allora Ministro dell'Istruzione, Aldo Moro, la Medaglia d'Oro ed il Diploma ai Benemeriti della Scuola della Cultura e dell'Arte. Nel 1959 ricevette la nomina di Membro Onorario della "World Parliament Association", a cui aderì anche il matematico Bertrand Russell.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
