Letture e prosa contro la violenza
Torna “I monologhi della vagina”, Benini: «Basta poco per aiutare»
Laura Benini, referente del gruppo teatrale V-day, ha raccontato alla Nuova le origini e le motivazioni dietro allo spettacolo “I monologhi della vagina”, la cui prima sarà venerdìsera al Teatro De Micheli di Copparo, ma in seguito sarà anche al Teatro Ferrara Off.
Da cosa nasce l’idea di questo spettacolo?
«Lo spettacolo prende le fila dall’opera omonima di Eve Ensler (’96) - risponde - , raccolta di interviste a oltre duecento donne riorganizzate in un testo. Ebbe da subito grande successo, e dopo pochi anni venne fondato un movimento per diffondere il testo, tramite il quale ogni anno viene data la possibilità a gruppi teatrali spontanei di mettere in scena i monologhi senza dover pagare i diritti d’autore, a condizione che gli spettacoli siano a ingresso libero ed i proventi vengano devoluti in beneficenza a un ente impegnato contro la violenza sulle donne nel proprio territorio».
Cosa ci dice della trama?
«Non bisogna immaginarsi uno spettacolo di prosa, è una successione di letture, alcune eseguite da una singola voce, altre da più di una. Ogni monologo racconta la storia di una donna o gruppo di donne, le tematiche sono varie, alcuni argomenti leggeri, altri più angoscianti. Riguardano l’essere donna, il rapporto con il proprio sesso e con il proprio corpo. Ci sono anche racconti di esperienze traumatiche, descrizioni di momenti felici, e pure alcuni monologhi molto forti, come quelli dedicati alla violenza e all’emarginazione. È un ventaglio di tematiche, tutte relative all’universo donna, declinato in più modi».
Come si è avvicinata al gruppo teatrale spontaneo?
«La mia scelta iniziale è stata dettata dalla volontà di dare un segnale alla città in cui vivo, e tengo molto al fine ultimo: i progetti che finanziamo con i guadagni degli spettacoli. Negli anni - continua la Benini - abbiamo osservato come i progetti che vengono realizzati, per quanto piccoli, abbiano lasciato il segno: a volte basta poco per fare la differenza».
È il primo anno a Copparo... come mai questa novità?
«Ogni anno cerchiamo di cambiare location, e questa volta abbiamo scelto il De Micheli per spostarci in un bacino di utenza diverso. Abbiamo voluto comunque ritornare poi a Ferrara, perché è imprescindibile il legame con la città: abbiamo coinvolto il Teatro Off, una realtà nata da poco e che ci permetterà una insolita vicinanza con il pubblico, ed il Jazz Club perché volevamo fare qualcosa di diverso, quella sera infatti suonerà un’orchestra, in accompagnamento ai monologhi, dando loro una veste inconsueta».
Per saperne di più: pagina facebook Vdayferrara o mail a vdayferrara@gmail.com
Irene Lodi
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