La Nuova Ferrara

Sanremo, parole centesi per la vittoria

Sanremo, parole centesi per la vittoria

Il brano cantato dagli Stadio è di Saverio Grandi: «L’ho scritto una notte del 2012, è entrato subito nel cuore del pubblico»

3 MINUTI DI LETTURA





CENTO. Sul palco del Teatro Ariston, che dal 1977 ospita il Festival della canzone italiana, è salita anche la città di Cento. Sì, perché uno degli autori del brano vincitore della 66ª edizione a Sanremo “Un giorno mi dirai” degli Stadio, è il centese Saverio Grandi.

«Collaboro con loro da 25 anni - racconta Grandi - ma nella mia carriera ho anche collaborato con tanti altri artisti, come Raf, Gianni Morandi, Luca Carboni, Patty Pravo, Marco Mengoni e Vasco Rossi, per il quale ho scritto “Ti prendo e ti porto via”, vincitrice dell’edizione 2001 del Festivalbar, ma anche “Un senso“ (canzone premiata con il Nastro d’Argento, ndr)».

Parliamo di “Un giorno mi dirai”.

«Questo brano è nato nel 2012, di notte, in un hotel di Milano. In quel periodo stavo lavorando con Eros Ramazzotti. La canzone è il dialogo tra un padre e sua figlia: lei è disperata perché è stata lasciata dal fidanzato, lui le rivela che, in passato, ha rinunciato all’amore della sua compagna (forse un’amante) per starle accanto. L’amore, a seconda delle età in cui viene vissuto, ha diversi aspetti».

Si aspettava di arrivare sul gradino più alto del podio?

«Assolutamente no. Non pensavo alla vittoria, ma a fare bene. “Un giorno mi dirai“ è una canzone che ha commosso sia il pubblico presente all’Ariston sia chi ha seguito la il Festival da casa. Credo che il motivo della vittoria sia il fatto che è una bellissima e commovente storia, nella quale la gente si identifica. E da subito è entrata nel cuore del pubblico. Gli Stadio (che saranno premiati dal sindaco di Bologna con il prestigioso riconoscimento Nettuno d’Oro, ndr) hanno vinto non solo il Festival, ma anche il premio delle cover con la canzone di Lucio Dalla “La sera dei miracoli” (brano tratto dall’album “Dalla” del 1980, sigla finale della trasmissione televisiva di Sergio Zavoli “La Notte della Repubblica”, ndr), il premio della sala stampa del Teatro Ariston “Lucio Dalla” e anche il premio “Giancarlo Bigazzi” per la miglior musica, un premio questo di cui sono molto orgoglioso».

Ci parli dei suoi esordi.

«Mi sono diplomato in chitarra classica al Conservatorio di Ferrara, amavo e amo ancora la musica pop. Nel 1987 ho esordito con “Una vieja cancion” di Emmanuel, l’anno dopo il primo brano in italiano “Il sapore di un bacio” interpretato da Raf. Poi nel 1998, con i Taglia 42, sono andato al Festival di Sanremo. Fino al 2001 ho scritto parole e musica, poi, dal 2001 sono diventato autore di testi a tempo pieno. Nel 2005 con “Benedetta passione” cantata da Laura Pausini ho vinto il prestigioso Grammy Award».

Con quali artisti si è trovato bene nel corso della sua carriera?

«Con tutti, ma in particolar modo con Gianni Morandi e Vasco Rossi. Morandi è una persona unica, con Vasco potrei dire che parliamo la stessa lingua».

Ha qualche progetto per il futuro?

«Continuare a scrivere canzoni che abbiano personalità. Purtroppo oggi ai brani italiani manca la personalità, spero di vero cuore che la nostra musica la ritrovi, è il mio desiderio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google