La Nuova Ferrara

La famiglia "Campione" così poco armoniosa

di Vincenzo Iannuzzo
La famiglia "Campione"
◗
La famiglia "Campione"

Successo al Teatro di Occhiobello per la rappresentazione della compagnia Omini, in attesa del gran finale con lo spettacolo "Your Majesties" tradotto in simultanea

2 MINUTI DI LETTURA





OCCHIOBELLO. In attesa dell’imperdibile spettacolo-evento conclusivo, di venerdì 26 febbraio dal titolo “Your Majesties”, del duo austriaco Navaridas/Deutinger - una interessante messa in scena in lingua originale con traduzione simultanea - venerdì scorso un altro anello si è unito alla catena di pregevoli spettacoli proposti dal cartellone 2015/16 del Teatro Comunale di Occhiobello, sapientemente selezionati dal direttore artistico Marco Sgarbi. Parliamo de: “La Famiglia Campione”, presentato dalla “premiata” compagnia pistoiese degli Omini, un progetto nato da un pluriennale lavoro di ricerca sociale attraverso storie disparate, raccolte con interviste a persone incontrate casualmente per strada nella provincia toscana. La rappresentazione vede in scena tre camaleontici attori - più uno che si svelerà solamente nel corso della scena finale - ad interpretare una decina di caratteri che trasformandosi mediante immediati cambi in scena, di indumenti e portamento, prendono vita in nuovi personaggi per rappresentare una ipotetica odierna famiglia “Campione”.

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:tempo-libero:1.12980450:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.12980450:1650614674/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Il ritratto è quello di un nucleo familiare come tanti, che per ragioni economiche abita controvoglia sotto lo stesso tetto. Tre generazioni che, a differenza della tipica “famiglia campione” della pubblicità, si scaricano addosso solamente umiliazioni e angosce, probabilmente per l’incapacità di volersi bene o la mancanza di sogni e prospettive comuni. L’espediente della figlia minore che da settimane si è chiusa in bagno, respingendo ogni forma di comunicazione con il resto della famiglia, fa decollare una carrellata di personaggi, a cavallo tra il grottesco e lo sconcertante iperrealismo per descrivere la convivenza forzata di una non-famiglia che a pugnalate verbali cerca disperatamente di colpirsi, proteggersi, sostenersi o occupare l’uno il ruolo dell’altro.

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:tempo-libero:1.12980449:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.12980449:1650614674/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Non più l’idea dell’armoniosa famiglia da finction televisiva con padre, madre, nonni e figli, bensì un nucleo senza forma spaccato già dalle fondamenta in cui spicca la notevole interpretazione di Francesco Rotelli, ben sostenuto da Luca Zacchini e Francesca Sarteanesi. Da segnalare la fondamentale presenza-assenza, su cui gravita tutto l’allestimento, di Giulia Zacchini (nella parte della figlia chiusa in bagno per tutto lo spettacolo) che ha curato anche la parte drammaturgica.
 


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google