La Nuova Ferrara

«Nella scrittura c’è l’amore per i ricordi»

«Nella scrittura c’è l’amore per i ricordi»

Ieri la consegna dei premi messi in palio da Poste Italiane: oggi non si scrive abbastanza

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Ha firmato le due lettere più lontane Antonio Barbieri da Reggio Emilia, ma senza indicare il nome dell’amata. Mentre il più distante ha fatto passi da gigante con l’immaginazione e con l’inchiostro, Alessandra Andreoli Rossetti ha scritto le righe più sentite e più dense in poco spazio.

«Le ho scritte di getto - ha raccontato ieri mattina alla Nuova Ferrara- è nel mio stile. È stato l’amore per i ricordi che mi ha spinto, usando uno dei quaderni di mia mamma».

Nessuno di chi ha ricevuto in premio il kit di Poste Italiane si è dichiarato amante della tecnologia; anzi, la considerano troppo rapida, assoggettata al presente. E ciascuno di loro era convinto avessero vinto dei ragazzi, come se San Valentino non fosse più un argomento di loro appannaggio. Invece no, e lo ha dimostrato Carmen Manfrinato con una pagina tenera ed essenziale, dedicata al marito. Tanto che lui l’ha incoraggiata a spedire quel piccolo gesto.

Scrivere significa isolarsi senza perdere il contatto con gli altri, sostare nella corrente.

«Ho due nipoti - ha proseguito la Manfrinato - e questi ogni giorno mi dimostrano quanto a scuola non si legga e non si scriva abbastanza. Ipnotizzati davanti a smartphone, televisioni e computer non trattengono più nulla».

Di fronte ad un momento nel quale l’Italia è attraversata da un’enorme varietà di storie e tradizioni, la quale se raccolta - magari - potrebbe essere compresa e accettata, perché scrivere aiuterebbe a non avere paura, in primis di ciò che si prova.

«Non imbustavo una lettera da anni - ha motivato Stefania Zanni - e mi sono divertita. L’ho affrancata e via…», affidandosi ad una buchetta di latta.

Non poteva mancare, per finire, il contributo di Roberto Segato, il quale sfoglia e interviene sulle pagine della Nuova Ferrara dal lontano 1992, da quando c’era direttore Enrico Pirondini, mentre oggi al timone c’è Stefano Scansani, che ieri ha accolto i vincitori del kit della scrittura (dedicato a san Valentino) messo in palio da Poste Italiane, in collaborazione con il nostro quotidiano. Segato in tutti questi anni ha visto le pagine del giornale evolversi, sino ad affezionarsene.

«Ho la penna facile - ha concluso ieri durante l’incontro nella redazione della Nuova -; scrivo una media di tre lettere al giorno. Lo considero un dono».

Matteo Bianchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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