Wiland, l’eroe dei fumetti figlio del terremoto
A crearlo il pittore centese Matteo Nannini «Mi sentivo di dare vita ad un personaggio»
di ANDREA SAMARITANI
D. alle macerie del terremoto centese del 2012 è nato un detective inglese: John William Wiland. Anche la creatività e la fantasia aiutano a superare un trauma o perlomeno un momento di spaesamento. «In quei giorni ho interrotto la mia attività pittorica e ho ripreso la grafica che tanto mi affascinava e che avevo sperimentato da ragazzo - racconta Matteo Nannini, artista dal ’97 -; ho sentito il bisogno di liberare quello che dentro la mia fantasia covava da anni. L’idea di muovere un personaggio, in una storia mia. La chiave è stata creare la relazione con una Sirena, figura mitica e misteriosa che ho voluto rendere in chiave sensuale. Ho così sceneggiato un fumetto ambientato alle soglie della Seconda Guerra Mondiale, un periodo che dal punto di vista pittorico è stato a mio parere torbido e affascinante. Un mix storico tra la follia dei popoli, la coscienza vacillante e la miseria. L’uomo era spaesato, cresceva l’insofferenza contro i nazionalismi, avanzava l’emancipazione della donna, si cominciava a indagare i lati oscuri della mente. In quegli anni tutto era più difficile ma anche più semplice. Ad esempio, per portare avanti una indagine il detective lavorava necessariamente sul campo, non sul computer come si fa adesso. Solo stando sulla strada scattava l’avventura per un detective! È quello che faccio fare al mio Wiland: lo porto in un circo, lo accompagno a sbirciare dietro le quinte dove è proibito andare, gli propongo dei corpo a corpo con personaggi loschi e pericolosi, lo faccio incontrare con l’intrigante sirena, muta ma irresistibile».
La sirena si muove sinuosa, flessuosa e armonica, è lei che fa ruotare vorticosamente la storia, mutando in continuazione. Il suo volto tradisce la paura, a volte rasenta la tristezza, spesso esprime la carnalità e la passione.
J.W.Wiland si ispira al cantante americano Scott Weiland, paladino e mito per Nannini, grande consumatore di generi musicali a cavallo tra punk, grunge, heavy metal e bauhaus. Matteo ha disegnato il suo detective pensando al suo musicista, senza dimenticare le fisionomie giovanili di Alain Delon, Paul Newman e altri volti noti e meno noti del cinema degli anni ’50-’60, concedendogli l’immancabile cicca della sigaretta tra le dita.
Nello sketch book nelle pagine finali oltre a vedere l’evoluzione grafica dei volti dei personaggi, sempre interessante e curiosa, c’è una brillante e originale tavola dove compare il detective, insolitamente sorridente, che riceve il contributo economico dalle mani di Giuseppe Accorsi, presidente della Banca Centro Emilia, sponsor del fumetto e dietro di loro Graziano Campanini plaudente, estensore del testo di presentazione, un modo originale e artistico per ringraziare chi ha sostenuto la pubblicazione. Il testo introduttivo è affidato alle mani di un esperto del settore, quale è Luca Baldazzi di Bologna.
Nannini, che ha già realizzato mezzo migliaio di tele e di olii su tavola e tenuto 20 mostre personali in tutto il mondo, ha impostato la stesura pittorica del fumetto senza rinnegare la sua dimensione di artista-autore. Ecco quindi che se questo primo fumetto è stato realizzato a china, acrilico e acquerello, gli altri due in preparazione saranno realizzati con tecniche diverse: il secondo sarà a pennarello, matita e acquerello, il terzo completamente a olio. Fumetti d’autore dunque, composti da tavole non solo su carta ma anche su tela, in vendita come fossero opere a se stanti, che si potranno vedere esposte da domenica 28 al ristorante “Il Truciolo” ad Altedo (Bo), in via Nazionale 38. E alle 18 ci sarà anche la presentazione del secondo fumetto dal titolo “Bad”.
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