La Nuova Ferrara

«Ai nostri giovani ricordiamo pure la dignità di una guerra»

«Ai nostri giovani ricordiamo pure la dignità di una guerra»

L’attore Giuseppe Cederna venerdì sera sale sul palco del De Micheli di Copparo Nello spettacolo “L’ultima estate dell’Europa” gli incontri con Gadda e Ungaretti

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«Lo spettacolo “L’ultima estate dell’Europa” non va confuso con le celebrazioni sulla guerra: io sono un attore teatrale e cinematografico, uno scrittore ed un viaggiatore e con un viaggio nella Sarajevo del 28 giugno 1914 mi calo nei panni di vittime e carnefici che trasformarono l’Europa in un inferno di orrori». Così Giuseppe Cederna presenta alla Nuova Ferrara il suo lavoro scritto con Augusto Golin, per la regia di Ruggero Cara e le musiche originali eseguite dal vivo da Alberto Capelli alle chitarre e percussioni e Mauro Manzoni ai flauti e sassofoni, di scena venerdì alle 21 al Teatro De Micheli di Copparo, per la sezione “paese civile”.

«Non sono un esperto di guerra - inizia Cederna -, è stata la documentazione di Augusto a coinvolgermi. Ho letto libri sul tema, lettere dal fronte, poesie sulla guerra e memorie di fanti italiani e stranieri per uno spettacolo-testimonianza,specialmente per i più giovani, che non comprendono veramente cos’è una guerra e per quanto, nonostante la miseria del corpo e dell’anima, in questa guerra si ricerchi sempre una dignità più profonda».

“L’ultima estate dell’Europa”apre con due bellissime poesie sulla guerra, poi Cederna diventa sia l’attentatore Gavrilo Princip che l’arciduca Francesco Ferdinando in un’atmosfera che il pubblico emotivamente recepirà come attuale: «La guerra dorme dentro di noi, raccontarne gli orrori è doloroso e necessario».

Personaggio principale nello spettacolo è un Giuseppe Ungaretti povero e senza patria che si arruola e si ritrova in prima linea. Cederna ne legge la poesia I fiumi mentre l’attenzione a quella notte in cui lo scrittore levandosi scarpe e maglietta, dall’odore di morte, si immerge nelle acque dell’Isonzo per purificarsi a nuova vita: «Anche io mi bagnai nel Gange, durante uno dei miei viaggi - continua l’attore - ,come Ungaretti ho rivisto tutta la mia vita scorrermi veloce nei ricordi e sul palco sono Ungaretti, il quale ritrova identità in una guerra che poco lascia di umano».

In un tumulo informe di sacchi e legni anneriti come scenografia che diventeranno fiume, trincea, montagna, Cederna incontra un Gadda tenente che con parole di fuoco racconterà la morte di un giovane combattente visto con i propri occhi: «...un momento di pura commozione anche per me,sul palco. Lo spettacolo chiude con l’arrangiamento della Passione secondo Matteo di Bach e del mio personaggio che immagina di ritornare, cent’anni dopo, sui luoghi della guerra, luoghi stessi che veramente ho visto: il Carso, Caporetto, il monte Nero, l’Isonzo, come atto di pietà per tutti i morti di questa guerra».

Angela Balboni

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