Superare il confine tra ciò che si sa e ciò che non si vuol sapere
Vagine arrabbiate, violentate, irritate, nascoste, vergognose, ribelli, felici. Queste sono solo alcune delle tipologie messe in scena ne “I monologhi della vagina”, presentato l’altra sera al Teatro...
Vagine arrabbiate, violentate, irritate, nascoste, vergognose, ribelli, felici. Queste sono solo alcune delle tipologie messe in scena ne “I monologhi della vagina”, presentato l’altra sera al Teatro Ferrara Off dal gruppo teatrale spontaneo V-day.
Diverse donne sul palco a raccontare se stesse, mettendo a nudo la propria identità, svelando i lati segreti di questa arcaica intimità. Senza risparmiarsi, le attrici hanno reso con ironia l’anima collettiva di tutte le donne, infrangendo quell’aura di oscurità e mistero che aleggia attorno a ciò che rende femmina ogni donna, la vagina. Lo spettacolo si snoda tra divertimento e drammaticità, sfiorando tematiche disparate, a volte toccanti e delicate, altre eccitanti e fantasiose. La naturale curiosità personale per il proprio corpo, ad esempio, viene spesso scoraggiata, o, nel migliore dei casi, ignorata, nel percorso di crescita, e una volta adulte ci si ritrova a non sapere neppure come è costituito il proprio corpo. “Vagina” è parola scomoda, che non piace e non si deve usare: si inventano milioni di nomignoli diversi pur di non essere costrette a pronunciare quelle tre innocenti sillabe...
Il viaggio continua con i ricordi di donne anziane, che guardano al proprio passato con nostalgia e semplicità, storie di violenza, ritrovamento di benessere interiore, storie di donne che all’inizio erano uomini. Una stupefacente carrellata di episodi alla ricerca di profondità e riflessione, nel tentativo di oltrepassare quel confine, quella linea sottile non così immaginaria, che separa ciò che si sa da ciò che non si vuol sapere... Irene Lodi
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