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Al Vinyl Store si compie un viaggio indietro nel tempo

Al Vinyl Store si compie un viaggio indietro nel tempo

Inaugurato da pochi giorni a Ferrara un locale dedicato esclusivamente al disco Il titolare Ferraresi: «Giusto far scoprire questo oggetto alle nuove generazioni»

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“Ciao... Hai qualcosa dei Pink Floyd?”, esordisce così un ragazzo che avrà 16 anni sì e no, entrando da Vinyl Store: il nuovo negozio di dischi situato in viale XXV Aprile al civico 85. “Se ho qualcosa dei Pink Floyd?!” - gli fa eco il proprietario -, Certo – dice con entusiasmo – guarda qua! Guarda quello che vuoi!”.

Davanti al Vinyl Store non ci si passa per caso, ci si deve andare volontariamente, si deve sapere che lì, tra botteghe alimentari, parrucchiere, fioriste e bar, ha aperto una ‘casa’ per dischi. Inaugurato lo scorso 13 febbraio, ma nato qualche settimana prima (il 16 gennaio), il locale si presenta in versione minimal ma allo stesso tempo caldo e accogliente. Pareti colorate, poster, locandine, stereo ma soprattutto i tanti lp, riempiono il cuore degli appassionati, siano essi giovani alle prime armi o vecchi intenditori. Patrik Ferraresi è l’uomo che ha avuto il coraggio, dettato dalla passione per la musica, di imbarcarsi in tale avventura: «Amo la musica da quando a 7 anni ho sentito per la prima volta i Dire Straits. Nella prima metà degli anni Duemila – racconta - ho iniziato a partecipare a fiere e mercatini come venditore e a inizio dicembre mi sono detto: apro un negozio di dischi. Volevo dare vita a un punto di incontro, a un luogo dove poter ascoltare e (ri)scoprire i dischi e così invece di andare un paio di volte a settimana in giro per le piazze, ho deciso di creare uno spazio aperto sempre».

Oltre ai tanti lp rispuntano anche vhs e musicassette, «Un ragazzino vedendole mi fa: “e queste cosa sono?”, quando gli ho spiegato che erano album è rimasto a bocca aperta. Il compito di un locale di questo tipo è anche questo: riportare in auge ciò che le nuove generazioni - per forza di cose - non possono conoscere».

Gli scomparti sono divisi per genere e si possono trovare album degli Stones come di Battisti, si va dagli Iron Maiden agli Spandau Ballet, passando per Venditti, Vasco e Iggy Pop. «Nelle ultime settimane Bowie è andato per la maggiore, molti entravano e volevano qualcosa di suo. Infatti Blackstar, l’ultimo suo album, l’ho bruciato in pochissimo tempo».

All’inaugurazione di gente ne è passata tantissima, non sa neppure Patrik di preciso quanta ma «molte di quelle facce – spiega – le ho riviste poi nei giorni successivi e mi ha fatto piacere. La musica, almeno per me, è indispensabile e riappropriarsi di un formato (il vinile, ndr) che dà la giusta dimensione a ciò che ascoltiamo è importante. Mi ha fatto piacere anche l’affetto dimostratomi dalle persone della via; molti hanno detto che un posto così, che portasse un po’ di vita, ci voleva proprio». Quelle persone avevano ragione...

Samuele Govoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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