La Nuova Ferrara

Voghenza eletta capitale del modellismo storico

Voghenza eletta capitale del modellismo storico

Straordinario patrimonio fra macchine, figure, statuette e edifici in miniatura Ne parla il presidente Perencin: «Il nostro club è fra i più numerosi d’Italia»

3 MINUTI DI LETTURA





VOGHENZA. Voghenza capitale d’Europa del modellismo storico. Non è un paradosso da quando nel 1998 l’omonima associazione portò da Ferrara alle ex scuole un patrimonio unico di macchine, persone ed edifici in miniatura. Patrimonio storico, dove ogni modello ha una rispondenza storica rispetto al reale. Il museo è una città con sale dedicate a tema: ferro-modellismo, mezzi civili, auto da record, navi e mezzi militari, modelli storici.

«In Italia – racconta il presidente Massimo Perencin – il nostro club è tra i più numerosi. Siamo animali da cantina: il confronto avviene a mostre o concorsi o al mondiale ogni tre anni. Gestiamo la struttura, apriamo al pubblico nel fine settimana: non passa giorno che qualcuno entri, ma non pretendiamo la fila alla porta. Viviamo di passa-parola, pur conosciuti più fuori Ferrara rispetto alla città. Ma non cambierei mai questa sede».

Il museo ha delle mostre permanenti, con modelli creati o portati dai soci ed estemporanee, con ricambi prefissati per dare maggiore vitalità. Esiste un deposito con 900 modelli non esposti: «Avessimo spazio, li metteremmo, ovvio».

Le sale sono caratterizzate da oggetti di memorabilia che fanno da cornice al tema, come in quella dedicata al ferromodellismo. «Oltre ai modelli di treni, vi è un plastico funzionante di Valbhrum, stazione ferroviaria tedesca degli anni 50’ nella Foresta Nera. Il plastico è stato realizzato durante il restauro del Museo».

La seconda sala ha i modelli civili. «Abbiamo creato una piazza di città con porte, finestre, tetti e pompa di benzina. Sono esposti mezzi stradali, da gara, moto e vespe. Esiste una foto originale di Ettore Bugatti col figlio “Jean”. Vicino alla biblioteca vi è una collezione unica al mondo sulle auto da record. Un socio le ha costruite. Il meglio è sulla famiglia Cambpell, ma vi sono anche i trast e il modellino inglese che tenterà il record nei prossimi anni».

Le scale per raggiungere il piano superiore sono la pinacoteca: manifesti di eventi in giro per Italia ed Europa. «La sala navale è caratterizzata da soffitto ad ossatura di nave antica con le pareti colorate a mare in burrasca. Abbiamo l’ammiraglia delle galee cristiane alla battaglia di Lepanto, il Diamante barca fluviale con cui gli Estensi andavano da Ferrara a Belriguardo, il Krassing del 1928 che salvò Nobile al Polo Nord. Esiste un ricordo di guerra di Antolini che donò come simulacro della nave affondata alla battaglia di Capoteulada. Nella sala militare è riprodotto l’hangar dirigibili dell’aeroporto di Ferrara nel 1915-’18, il quale fa da cornice ad aerei e carri armati».

L’ultima sala è il gioiello del Museo: i soci hanno creato modelli di soldatini, figurini, pittura. «L’arredamento è a stanza antica con le volte sul soffitto. Vi sono i soldatini dai romani in avanti e molte scene del ducato estense. Tra queste, la mazzolatura del conte Boschetti nel 1506, la visita dell’antipapa Giovanni XXIII a Ferrara, la battuta di caccia di Ercole I con l’ambasciatore francese nel 1494, la ricostruzione di Porta San Pietro nel 1365, mentre in biblioteca il matrimonio di Lucrezia Borgia col duca Alfonso nel 1502 davanti alla chiesa di Sant’Antonio. Alcuni dei soci stanno costruendo la Torre dei Leoni originale datata 1150: per finirla serviranno un paio d’anni».

Enrico Menegatti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google