Paolini, “Te fa masa” Allora il teatro diventa qualità e non quantità
Intervista al noto attore bellunese in scena al Teatro Abbado. «A 60 anni ho vari progetti ma ho capito che devo fare meno»
Il tributo di Marco Paolini a Jack London, autore di classici come Zanna Bianca e Il richiamo della foresta, va in scena da oggi a domenica al Teatro Comunale di Ferrara. Nello spettacolo intitolato “Ballata di uomini e cani”, Paolini rievoca i personaggi e le atmosfere del grande Nord, affrontando i temi del rapporto uomo-natura, della sopravvivenza, del riscatto economico e sociale. In attesa di vedere il drammaturgo, regista e attore bellunese sul palco estense, lo abbiamo intervistato in esclusiva per La Nuova Ferrara.
Che cosa ha rappresentato per lei Jack London?
«Per me rappresenta un pezzo di immaginario e non solo per i grandi romanzi che ha scritto. London -continua - è l’immaginario dell’uomo che si mette sulla strada, è l’antesignano di Jack Kerouac e di quel tipo di americano che viene appunto dalla strada, dal viaggio, come possono essere stati anche Woody Guthrie, Bob Dylan e Bruce Springsteen. Appartiene alla nostra cultura occidentale, è uno degli archetipi, è come Walt Withman per la poesia; può anche non piacere ma resta una cosa potente capace di trascinarti».
“Ballata di uomini e cani” racconta l’eterno scontro tra uomo e natura; perché possiamo dire che oggi questo tema è particolarmente attuale e sensibile?
«La visione antropocentrica del mondo era sovrana ai tempi di London; oggi questa visione inizia a smontarsi, anche se in parte sussiste ancora. Nelle opere dello scrittore, si ritrova un’attenzione particolare per gli animali che non vengono trattati come paesaggio, ma come veri e propri personaggi pensanti; soprattutto i cani e i lupi ragionano, hanno una loro “psicologia” e per me è stato gioco forza riportare questi concetti nello spettacolo».
Qual è il ruolo della musica nello spettacolo? Possiamo parlare di elemento narrativo a tutti gli effetti?
«La musica è elemento costante dello spettacolo, non a caso si chiama proprio “Ballata di uomini e cani”. Attraverso di essa possiamo restituire la “leggerezza” del racconto in forma teatrale. La musica è la chiave di linguaggio per passare dalla prosa al racconto orale; c’è un continuo rimpallo fra musica e testo. Alcune ballate le abbiamo scritte noi, altre sono ispirate a quelle di Woody Guthrie in particolare e più in generale, ai canti delle frontiere americane».
Tra pochi giorni compirà 60 anni; i suoi spettacoli hanno fatto scuola, di storie ne ha raccontate tante, come si sente? Cosa le piacerebbe portare in scena prossimamente?
«Non sono solito fare bilanci ma... penso che farò meno. Mi spiego, uno dei miei maestri mi diceva “Te fa masa”, che in italiano significa: fai troppo. Oggi - conclude Paolini -, il mio pensiero principale è quello di non inflazionare me stesso. Non faccio più uno spettacolo nuovo all’anno, porto avanti vari progetti ma, forse, l’unico segno di saggezza, è che ho capito che devo fare un po’ meno».
Oggi e domani inizio alle 21, domenica alle 16. Per info e biglietti: tel. 0532 202675 o www.teatrocomunaleferrara.it
Samuele Govoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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