«Accolto sempre con grande calore»
Massimo Ghini ringrazia Argenta. Ai Fluttuanti ancora una volta tutto esaurito
«Sono trascorse parecchie settimana da quando venni per la prima volta qui, ad Argenta e da quel giorno è iniziata la mia carriera e vi confesso che, come allora, mi avete accolto con lo stesso calore». Così Massimo Ghini ha tenuto a salutare quel pubblico che venerdì sera ha occupato tutte le poltrone del Teatro dei Fluttuanti di Argenta. In realtà si è trattato di un ritorno ad Argenta dopo 30 anni, da quel 1986 quando, Massimo Ghini, giovane attore romano, arrivò a Boccaleone, Campotto per girare le scene del film “La neve nel bicchiere” di Florestano Vancini. Dopo tre sold aut consecutivi, senza contare tutti gli altri spettacoli che hanno visto vuote solamente alcune poltrone, ebbene, a questo punto, essendo solamente a metà della nuova stagione teatrale targata Gianna Dirani e i suoi “Giovani ’90”, non rimane altro che dire: gli argentani, finalmente, sono ritornati a teatro. E venerdì sera hanno assaporato una prosa leggera, nulla di impegnativo, sinonimo che, dopo un periodo burrascoso, di delusioni, di crack, è tornata la voglia di trascorrere un paio d'ore senza pensieri, divertendosi. E Massimo Ghini, questa opportunità la messa su un piatto d'argento con “Un’ora di tranquillità». Lui, protagonista e regista, per quasi un’ora e mezza non ha mai abbandonato la scena. Il ritmo forsennato dei dialoghi, ha generato attenzione e alla fine, i Bravo si sprecavano. Questa prosa di Florian Zeller, ha raccontato la spasmodica ricerca di un’ora di tranquillità che il protagonista Michel (Ghini) avrebbe voluto trascorrere un sabato, ascoltando un vecchio disco in vinile. All’interno di un salotto futuristico perigino con tanto di sfondo sulla Eiffel, s’intreccia una storia ricca di comicità fatta soprattutto di equivoci. I nomi degli interpreti scelti da Ghini si sono rivelati di grande capacità; Galeata Ranzi (Nathalie, la moglie) già nel cast del film La Grande bellezza (premio Oscar), Luca Scarpone (l’operaio), Alessandro Giuggioli(il figlio Fucking rat), Claudio Bigagli (l’inquilino) già noto per il film Mediterrano (altro Oscar), Gea Lionello (Elsa, amica e amante) ed infine Massimo Ciavarro (l’amico Pierre). Al termine, nel foyer, Ghini si è concesso al pubblico ritrovando dopo 30 anni, alcune comparse del film, compresa quella bimba che teneva per mano. Un bel quadretto al termine di una grande serata.(g.c.)
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