“Ma te ci sei su Feizbuk?”, tra realtà e finzione
Giorgio Comaschi questa sera sul palco con la sua comicità diretta e trascinante
Era l'11 dicembre del 2009 quando Giorgio Comaschi entrò nel teatro di Argenta per presentare “Quello della radio”, uno spettacolo nato per raccontare i punti essenziali della vita e delle scoperte di Guglielmo Marconi, il tutto in occasione del centenario del Premio Nobel per la fisica. Ebbene, Comaschi, giornalista professionista, conduttore televisivo e attore, torna questa sera al Teatro dei Fluttuanti con “Ma te ci sei su Feizbuk?”, un monologo cabarettistico di 1 ora e 15 minuti sui tic di questo decennio. Si tratta di un cabaret classico, con una comicità diretta, trascinante carica di ironie e acute osservazioni sulla quotidianità. Si va dalla moda dei baveri alzati delle polo, all'uso smodato delle sciarpe, dai riti delle cene del sabato sera con gli ospiti a casa, alle donne che guidano i Suv, fino ad arrivare a smontare e analizzare in chiave comica uno dei fenomeni più curiosi dei nostri anni: la Facebook dipendenza. Una connessione per certi versi voyeuristica e anche pericolosa che è entrata prepotentemente nella vita di molti, con lo scopo di voler raccontare i fatti più intimi, postare o taggare le foto e gli stati sentimentali. I monologhi che l'artista bolognese porta sulle tavole del teatro di via Pace, ad Argenta, sono cuciti insieme da musiche che fanno da stacco e da alcuni recuperi del cabaret tradizionale che Comaschi accompagna anche con la chitarra in un paio di canzoni. Giorgio Comaschi (Bologna, 28 febbraio 1954) è un giornalista, conduttore televisivo e attore italiano. come giornalista ha lavorato dapprima per il Corriere dello Sport - Stadio e poi per la Repubblica. Divenuto free-lance, collabora con diversi quotidiani occupandosi di spettacolo, sport e costume. Nel 1993 ha vinto il premio “Beppe Viola” per il giornalismo sportivo. Sipario ore 21. Info biglietteria 348 2652283.(g.c.)
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