«Preferisco essere ribelle che schiava»
Così Emmeline Pankhurst parlava alle sue suffragette. Conquista il film di Emmeline Pankhurst
«Preferisco essere ribelle che schiava», così Emmeline Pankhurst parlava alle sue suffragette, che lottavano con determinazione e coraggio per ottenere il voto nelle elezioni inglesi, insegnando loro a non arrendersi mai, a qualunque costo. L’anteprima di Suffragette, il terzo film della regista Sarah Gavron, ha visto riempirsi il Cinema Boldini, martedì sera, di un pubblico quasi esclusivamente femminile, e messo in luce alcune storie di donne inglesi grazie alla straordinaria interpretazione di Carey Mulligan, Helena Bonham Carter, Anne Marie Duff e la speciale partecipazione di Meryl Streep, nei panni di Mrs Pankhurst. La battaglia delle suffragette si dipana in una trama avvincente e drammatica, sottolineando la tragicità della condizione femminile del primo Novecento, quando le prospettive delle donne erano assai limitate. La violenza degli scontri, la conflittualità delle donne stesse, divise tra volontà di ottenere uno dei fondamentali diritti umani, il suffragio, e la propria natura, spesso ben poco bellicosa, sono solo alcuni degli intrecci narrativi della pellicola, che espande i propri orizzonti a tematiche ancora molto attuali: umilianti situazioni sul fronte professionale, abusi di potere, diritti di patria potestà. Grazie alla protagonista, una lavandaia reticente a farsi coinvolgere nel movimento politico, anche gli spettatori vengono catapultati nella realtà del primo Novecento: man mano che cresce la consapevolezza della donna, si accende l’interesse del pubblico, catturato dalle vicende individuali della ragazza e dalle sue motivazioni. «Siamo in ogni casa, in metà del genere umano: non riuscirete a fermarci», dichiara la lavandaia, ormai attivista convinta, ed è proprio questo fervore che deve indirizzare le nuove generazioni, troppo spesso assolutamente inconsapevoli della storia femminile del passato, e abituate a dare per scontato ogni diritto faticosamente conquistato con sacrifici e conflitti interminabili.
Irene Lodi
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