A “Parole d’autore” l’eterno conflitto bianco e nero con Corona
Quante volte abbiamo sentito dire: italiani, popolo di santi, poeti e navigatori! Effettivamente, se qualche secolo orsono poteva corrispondere a verità, oggi siamo diventati più che altro un popolo...
Quante volte abbiamo sentito dire: italiani, popolo di santi, poeti e navigatori! Effettivamente, se qualche secolo orsono poteva corrispondere a verità, oggi siamo diventati più che altro un popolo di scrittori, comprovato dalle statistiche del 2015, riportanti che la media delle uscite librarie è stata di 215 titoli al giorno, domeniche comprese.
Tutto ciò ha prodotto la presenza sui ripiani dei negozi di libri di una quantità enorme di autori dalle dubbie qualità. D’altro canto, invece, se ne rivelano altri davvero capaci. Scrittori taluni impegnati, altri autentici, alcuni audaci, certi profetici, tantoché se dovessimo riunire tutti questi aggettivi in un unico nome, forse quello dello scrittore, alpinista ed anche scultore Mauro Corona sarebbe il ritratto più indovinato...
E sarà proprio Corona, ad aprire la sesta edizione di “Parole d’autore”, fortunata rassegna letteraria promossa dal Comune di Occhiobello e dall’associazione padovana Cuore di Carta, questa sera (con inizio alle 21) presso il Teatro “Tosi” di Santa Maria Maddalena.
Lo scrittore presenterà Favola in bianco e nero (Mondadori), romanzo nel quale narra dell’apparizione, al rintoccare della mezzanotte del 24 dicembre, di due statuine di Gesù Bambino nei presepi di tutto il mondo. Due bambini, uno con la pelle bianca e l’altro con la pelle nera. La reazione generale è quella di rimuovere la statuina di “colore”, poiché la tradizione richiede che Gesù abbia la pelle bianca. Attraverso questa allegoria ed alla luce dei recenti avvenimenti legati agli sbarchi dei migranti, Corona invita ad un esame di coscienza, scagliando un avvertimento particolarmente significativo.
Corona è nato in provincia di Trento, ma fin da bambino ha vissuto in Friuli, ad Erto (Pn), uno dei paesi colpiti nel 1963 dal disastro del Vajont. Ha scritto molti romanzi diventati bestseller, tra questi Le voci del bosco (premio Grinzane-Cavour 2008), La fine del mondo storto (premio Bancarella 2011) e La voce degli uomini freddi (Premio Mario Rigoni Stern per la letteratura multilingue delle Alpi 2014).
E venerdì prossimo arriva Tiziano Scarpa con Il brevetto del geco (Einaudi Editore).
Vincenzo Iannuzzo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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