La grande lezione dello scrittore ferrarese
Il ricordo dell’opera bassaniana nelle parole della figlia Paola, di Silvana Onofri e del presidente del comitato Ferroni
Come ogni anno, il 4 marzo il liceo Ariosto ha dedicato la giornata alla celebrazione dello scrittore ferrarese Giorgio Bassani, suo illustre studente di cui ricorre il centenario della nascita. Per l’occasione, la scuola ha organizzato una mattinata di eventi e interventi. I lavori sono cominciati alle 9.10 in Atrio Bassani, il vicepreside Fabrizio Fiocchi ha ricordato agli ospiti e agli studenti l’importanza di festeggiare la 15ª edizione dell’iniziativa, e il legame ancora forte della scuola con lo scrittore. Le celebrazioni dureranno un anno e prevedono diverse iniziative, in particolare in collaborazione con l’Associazione culturale Nereo Alfieri -Arch’è , fra cui il progetto di realizzare un murales sulla parete meridionale della palestra del Liceo. È intervenuto anche il sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, che ha a sua volta ribadito l’importanza del ricordo: “La città è vissuta per anni priva della memoria di Bassani” così il nostro primo cittadino sottolinea l’importanza di avere tracce tangibili dell’autore, di cui la nostra città sta facendo tesoro già da qualche anno. In seguito ha preso la parola il Professore Giulio Ferroni, Presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del centenario: il suo intervento rappresenta il primo atto pubblico del Comitato stesso. È bello che ciò avvenga in una scuola, anzi, nella scuola che rappresenta il cuore dell’opera di Bassani. È proprio così che il professore descrive la concretezza con cui lo scrittore scende nei suoi ricordi scolastici e l’importanza di legarli a luoghi reali. «Giorgio Bassani è da leggere perché la sua esperienza di vita è strettamente legata alla quotidianità; con lui è possibile capire Ferrara, città che assume nei suoi racconti uno spirito lacerato». È la ferita degli ebrei perseguitati da un lato, e della borghesia colpevole di aver sostenuto e finanziato il fascismo dall’altro. Dopo questa riflessione Ferroni ha esposto il progetto del Comitato legato alla collaborazione con la Cineteca di Bologna. Silvana Onofri, Presidente dell’Associazione Arch’è, a sua volta ha parlato dell’adolescenza tutta ferrarese di Giorgio Bassani; proprio come noi studenti, lo scrittore ha frequentato il liceo Ariosto, quando ancora la sede era in via Borgo dei Leoni; proprio come noi, era un ragazzo interessato agli sport, appassionato in particolare al calcio, e nonostante i suoi ottimi voti nelle materie umanistiche, è stato rimandato in matematica. Questi particolari ci hanno avvicinato maggiormente allo scrittore. In seguito la professoressa si è concentrata sul primo progetto di collaborazione del liceo con Paola Bassani, risalente al 2002. La classe IIA di quell’anno, con il fotografo Paolo Zappaterra, ha curato il Quaderno n°37 del Liceo, che ha ritratto la casa della famiglia dell’autore, ormai abbandonata da anni. La figlia dello scrittore ha ricordato brevemente come fosse la vita a Ferrara, quando era ancora una bambina e il padre era per lei una figura di riferimento. Ha raccontato di lui come di un uomo lunatico, burbero e imprevedibile, ma questa personalità mutava quando insegnava: aveva l’abilità incredibile di coinvolgere i giovani e, più in generale, gli ascoltatori, in un modo un po’ socratico. All’unisono, Silvana Onofri e Paola Bassani affermano che Bassani non è morto, e non lo sarà finché ci sarà qualcuno che, come abbiamo fatto noi studenti ieri, lo celebrerà. Finché ci sarà qualcuno che, camminando per le vie della città, potrà ricordare i profumi, i luoghi e i colori da lui descritti.
Martina Plazzi, Lea Majoli,
Ilaria Ferraresi
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