La Nuova Ferrara

Un Grande Albero per far ridere la gente

di MARGHERITA GOBERTI
Un Grande Albero per far ridere la gente

La compagnia nata ad Alberone di Cento predilige gli spettacoli in italiano. Bagnoli: «Il pubblico è comunque contento»

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di MARGHERITA GOBERTI

L’. Associazione Culturale Grande Albero nasce ad Alberone di Cento nell’inverno del 1998 da una idea di Raffaello Regoli,dopo l’arrivo del nuovo parroco don Alberto Maria De Maria che, tra l’altro, diventò per alcuni anni anche lui attore e socio della compagnia, segnando così una determinante e positiva svolta nel gruppo. Raffaello Regoli, approfittando della disponibilità del sacerdote - che voleva offrire una grande opportunità ad ogni occasione di aggregazione -, coinvolse subito alcuni compaesani di età compresa tra i 10 ed i 45 anni, i quali risposero immediatamente con grande entusiasmo.

Quando si formò il primo gruppo di attori, Regoli decise di esordire con una piece interamente improvvisata dal titolo “Aspettando Gesù”, che si riferiva al momento della crocefissione del Cristo fino alla sua resurrezione, trasportata però ai giorni nostri.

La rappresentazione ebbe un grande successo, sia da parte dei partecipanti che degli spettatori e si rafforzò quindi l’idea di formare una vera Compagnia recitante che si chiamò “Il Grande Albero”.

La successiva defezione degli elementi più giovani, inevitabile in queste situazioni iniziali, non scoraggiò il gruppo dove ormai si era creato un clima di amicizia e si decise di affrontare già le prove di un testo molto impegnativo, nientemeno che “Così è se vi pare” di Luigi Pirandello. Ben presto però la compagnia si ravvede e si orienta su un testo più leggero, come “La Soffitta” di Isidori, che mette in scena nel gennaio del 2001 nella Sala polivalente P.P. Gallerani di Renazzo, all’interno della rassegna teatrale dialettale.

«Non recitiamo in dialetto - ricorda Marzia Bagnoli, portavoce del gruppo - ma il pubblico rimane comunque piacevolmente conquistato e sarà sempre Renazzo a vedere il debutto di tante altre nostre commedie negli anni successivi».

«La parrocchia poi - prosegue la Bagnoli -, vedendo la nostra intenzione di continuare, ci concede una sede per le prove, un magazzino per il deposito delle scenografie e il “cortilino” che diventa il nostro teatro a cielo aperto».

Per rallegrare le serate estive, gli spettacoli di “Lirica sotto la luna”, “Rime sotto la luna”, “Omaggio a Demetrio Stratos” e “Diario di meravigliosi viaggi”, sono gli attesi appuntamenti annuali che la Compagnia alberonese ha il piacere di offrire al paese.

Si vuole migliorare anche l’aspetto recitativo e così con l’aiuto di Alessandro Frabetti, inizia un piccolo stage su movimento e controscena. Nell’estate dello stesso anno una ridotta schiera di attori decide di mettere in scena, nel cortilino dell’abside della chiesa di Alberone di Cento, una rielaborazione intitolata “…Shakespeare incontra Shakespeare...”, la quale molto bene si adatta alle strutture di tipo gotico rustico che caratterizzano la navata mai completata.

Con Massimo Bagliani, poi, attore di fama nazionale, si continuano i laboratori di teatro, di movimento e per i tempi comici. Lo stesso si affianca alla regia delle rappresentazioni “Che fortuna essere zitelle” e “10grammi di bicarbonato”. Dal 2004 al 2008 La Compagnia Grande Albero prende parte alla rassegna teatrale dedicata a Riccardo Bacchelli, “Il Mulino del Po” dove, fedeli al testo, portano in scena episodi significativi del libro e, nelle varie edizioni, riceve premi via via per l’interpretazione, le scenografie, i costumi ed anche gli effetti speciali.

Dal 2009 presso il Circolo Sportivo Alberonese ad Alberone di Cento, la stessa compagnia organizza la rassegna di teatro amatoriale (rinominata dal 2013 “Gli inventori di teatro”), durante la quale compagnie del territorio e non, si esibiscono nel periodo che va da settembre a dicembre, in questo caso anche con spettacoli in dialetto.

«Siamo tutti attori, macchinisti, costumisti scenografi, autisti e... spettatori - conclude la portavoce della compagnia - e, nonostante, il terremoto ci abbia privato della sala prove e del ‘cortilino’, la “Compagnia Recitante Grande Albero” ha ancora tanti progetti nel cassetto e continuerà ad operare per il proprio divertimento e, ovviamente, per il divertimento del pubblico. Oggi più che mai c’è bisogno di una buona e rilassante risata!».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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