La Nuova Ferrara

Il Museo Magi allarga gli orizzonti

di BEATRICE BARBERINI
Il Museo Magi allarga gli orizzonti

Ospita i maestri del ’900 ed i migliori artisti contemporanei: «Proponiamo uno sguardo aperto»

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di BEATRICE BARBERINI

A. l Museo Magi 900, un nuovo spazio dedicato all’arte e all’incontro tra i suoi molteplici volti internazionali. Un viaggio nel tempo e nell’arte, dal ’900 ad oggi. All’inaugurazione della nuova ala del museo, lo scorso 28 novembre a Pieve di Cento oltre seicento persone, le quali hanno visitato i nuovi spazi del museo e la collezione d’arte di migliaia di opere allestita su una superficie espositiva di oltre novemila metri quadrati. Alla cerimonia ufficiale, insieme a Giulio Bargellini, fondatore del museo, sono intervenuti l’assessore regionale Patrizio Bianchi, gli storici dell’arte Luciano Caramel e Claudio Spadoni, la curatrice scientifica del Magi 900, Valeria Tassinari, ed il sindaco di Pieve di Cento, Sergio Maccagnani.

«Stiamo facendo di Pieve - le paroel del primo cittadino - il più bel museo del mondo. Il Magi 900 sarà il fulcro del nuovo quartiere pievese dedicato ad arti, creatività e musica».

Tra i presenti numerosi artisti, storici e critici d’arte, giornalisti, esponenti del mondo dell’impresa e tantissimi visitatori. La nuova struttura dedica uno spazio importante ad autori internazionali e agli artisti italiani, a cui il Magi 900 si dedica da anni. Al museo è infatti possibile ammirare opere di autori internazionali a fianco di grandi maestri italiani del Novecento e autori italiani contemporanei. «L’ampliamento del museo, il terzo in quindici anni – ha detto Bargellini - è stata un’occasione molto importante, abbiamo finalmente portato a compimento l’idea che mi ha guidato in questi anni, prima come collezionista e poi come fondatore del Magi: valorizzare le eccellenze artistiche che fanno la grandezza della cultura del nostro Paese. Oggi i musei d’arte si assomigliano un po’ tutti, perché cercano di rappresentare solo i nomi più noti a livello mondiale, trascurando tuttavia le eccellenze nazionali. Questo, invece, vuole essere un museo differente, proponendo uno sguardo sull’arte aperto, contaminato, plurale».

I nuovi spazi del museo appena inaugurati, insieme a quelli del 2000 e del 2005, danno così vita a un percorso espositivo esteso, una lunga passeggiata nell’arte, in più di un secolo di storia e grandi passioni. Progettata dagli ingegneri Fabio Paoletti, Fabrizio Campanini e Luca Venturi, la nuova ala è stata allestita dalla Tassinari, che spiega: «In questa nuova ala, oltre ai grandi maestri storici del ’900 e agli autori italiani contemporanei, uno spazio importante è stato assegnato all’arte dell’Africa, all’artista sudafricana Esterh Malangu, al colombiano Cesare Siviglia e alla nuova acquisizione dedicata alle Belle Époque con le illustrazioni di Ludwig Lutz Ehremberger».

Nel nuovo grande edificio, dalla forma semplice e compatta, tre piani fuori terra e una grande terrazza panoramica, tutti collegati agli altri edifici del museo da ampi ballatoi e vetrate. Al piano terra, quindi, la collezione di opere dedicate ad Africa e Sud America. Spiccano le grandi sculture italo-africane realizzate in Kenya, le opere della Biennale d’Arte di Malindi, i dipinti della Mahlangu, figura di spicco delle arti visive africane, i cui lavori sono esposti nei principali musei del mondo. Presenti poi i dipinti, le sculture e le ceramiche di Siviglia, artista colombiano la cui produzione è ispirata all’arte precolombiana. Al primo piano, invece, esposta l’Arte aniconica contemporanea, mentre l’ultimo livello è dedicato ad arte figurativa contemporanea e nuovi realismi. Il Magi quindi, luogo dove l’arte è ricerca della bellezza ed esempio di dialogo fra artisti italiani e artisti di tutto il mondo, tra opere storiche e sculture contemporanee.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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