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Il patrimonio musicale di Abbado ceduto alla biblioteca di Berlino

Il patrimonio musicale di Abbado ceduto alla biblioteca di Berlino

È difficile non provare almeno una nota di rammarico, o di polemica, davanti all’ennesimo patrimonio culturale italiano che ha lasciato il Paese in favore dell’estero. L’archivio e le partiture...

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È difficile non provare almeno una nota di rammarico, o di polemica, davanti all’ennesimo patrimonio culturale italiano che ha lasciato il Paese in favore dell’estero. L’archivio e le partiture annotate del defunto maestro Claudio Abbado (a cui è stato dedicato il nostro Teatro Comunale) volano infatti a Berlino e saranno conservate alla Staatbibliothek, la biblioteca di Stato berlinese, nello storico edificio Unter den Linden. Proprio così. Milano, città natale del celebre direttore d’orchestra, si è fatta ‘sfilare’ un grande tesoro che avrebbe potuto essere esposto in un museo, capace di attirare turisti, ammiratori ed estimatori da tutto il mondo.

La Fondazione Claudio Abbado ha donato l’intera eredità artistica e musicale alla biblioteca tedesca che si impegnerà, anche economicamente, a catalogare il materiale, a restaurarlo e, soprattutto, a renderlo accessibile al pubblico in una sala di lettura intitolata al musicista nonché, entro 2-3 anni al massimo, a digitalizzarlo. A curare l’archivio sarà la Fondazione dei Berliner Philharmoniker, l’orchestra con cui Abbado ha suonato più volte in carriera, anch’essa partner dell’accordo firmato venerdì scorso.

L’istituzione musicale tedesca si occuperà di tenere vivo il patrimonio, con mostre e iniziative di studio, ed a creare le condizioni per sostenere i giovani direttori d'orchestra. Un progetto riassumibile in un’unica parola: lungimirante. «Berlino – spiega Daniele, regista e primogenito di Abbado – è la città dove Claudio ha avuto più libertà e corrispondenza da parte di istituzioni, pubblico e dove ha stretto un legame intenso con l’orchestra, che con lui ha trovato una nuova identità. Nessuna chiusura verso l’Italia anzi, l’Accademia di Santa Cecilia sarà il tramite per un accesso privilegiato all’archivio stesso e con la Civica Scuola di musica di Milano, intitolata a mio padre abbiamo tanti progetti».

Il cuore del vastissimo fondo è rappresentato dalle partiture, specialmente sinfoniche, da Bach a Brukner, da Debussy a Bartok, e poi Mahler e Mozart: «Su questi fogli – dice il figlio – c’è il segno grafico di come studiava». (sam.gov.)

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