Gruppo nuovo ma nel segno della tradizione
Da pochi mesi a Comacchio è nata la compagnia “Le Fuesne” (la fiocina) guidata da Pier Giuseppe Gelli e Franco Luciani
di MARIA ROSA BELLINI
«S. iamo il Teatro Dialettale Comacchiese “Le Fuesne”, in pratica gli stessi o, meglio, una parte degli stessi che da oltre un decennio si presentano all’appuntamento con il proprio pubblico, alla ribalta del palco».
Con queste poche, semplici, parole, Pier Giuseppe Gelli e Franco Luciani, rispettivamente uno dei soci fondatori il primo ed autore e direttore artistico il secondo, presentano una nuova realtà di teatro in vernacolo comacchiese. Una nuova compagnia, associazione teatrale, di volontariato, che porta un nome evocativo per Comacchio e tutto il suo territorio, “Le Fuesne” (la fiocina), ufficialmente costituitasi nella seconda metà di ottobre del 2015, appendice di un’altra storica compagnia teatrale di vernacolo, la quale è una delle associazioni storiche nate nella cittadina lagunare, che ha tra i suoi obiettivi principali quello della preservazione, conoscenza e divulgazione, soprattutto per le nuove generazioni del dialetto. Ma non un dialetto qualsiasi, si sta parlando di quello comacchiese, che come ha voluto sottolineare Luciani, «Si tratta di un idioma dialettale vigoroso, diretto, passionale, che non lascia, chi lo ascolta, in alcun modo indifferente. In Italia, il dialetto comacchiese, è tra i più caratteristici e particolari, lo stesso Ungaretti, sentendolo parlare, aveva detto che “sapeva di francese” e ad ascoltarlo bene è proprio così».
Gelli, poi, si sofferma, nel parlare della compagnia, dei suoi progetti, delle sue finalità e della sua attività frenetica, in vista della prima rappresentazione ufficiale come “Le Fuesne” - che si terrà il prossimo 16 aprile -, dell’estro e della vitalità, contagiosa, del direttore artistico, Franco Luciani: «Franco è l’anima della compagnia, colto e raffinato conoscitore del teatro e della cultura comacchiese, oltre che cultore del dialetto locale».
Per “Le Fuesne”, come ricordano Gelli e Luciani, «Si tratta dell’anno zero. Siamo un gruppo di persone che hanno proseguito un percorso e creato una nuova strada, con la ferma volontà di fare teatro dialettale, con la consapevolezza però che se l’associazione teatrale è all’anno zero, ha un bagaglio da curare e da sviluppare, ultra decennale, quindi una storia da portare avanti».
“Le Fuesne” sta lavorando alle proprie rappresentazioni studiando copioni originali, che portano avanti la gloriosa tradizione del dialetto comacchiese, inoltre i componenti dell’associazione teatrale si preparano i costumi e si creano le scenografie, un importante lavoro in divenire che vuole essere la costituzione di solide fondamenta nel nome della cultura linguistica locale.
Gelli e Luciani tornano poi a parlare de “Le Fuesne”: «Lo stesso autore dei testi, lo stesso regista, lo stesso capocomico, gli stessi scenografi ed una buona parte degli stessi attori, con l’inserimento di nuovi elementi, ai quali abbiamo dato il più cordiale e sincero benvenuti, certi che si aprirà una collaborazione fattiva e produttiva; sono loro la spina dorsale di questa compagnia. Di fatto quindi, dalla radice dalla quale ci siamo diramati, non è cambiato nulla o quasi. Di veramente nuovo abbiamo una presidentessa, Luciana Luciani ed il logo che rappresenta “Le Fuesne”, ovvero quell’attrezzo che per secoli ha raccontato la travagliata storia della nostra gente, l’oggetto che racchiude in sé tutta la tradizione comacchiese di cui sono state scritte pagine e pagine di storia. Sono proprio queste le tradizioni sciorinate dal bel dialetto comacchiese, le basi sulle quali il nostro teatro fonda le sue radici, rappresentando testi sempre nuovi, cercando di migliorarci per essere all’altezza della fiducia e delle aspettative di chi ci ha seguito, ci segue e ci seguirà».
17, continua
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