“Un bacio”, una storia di adolescenti esclusi
Ivan Cotroneo ha presentato il libro da cui ha tratto il film «Il grande schermo aiuta a parlare di bullismo e omofobia»
È una storia di adolescenti, ma soprattutto di esclusi che affrontano la loro interiorità. Questo è Un bacio (Bompiani), il nuovo libro di Ivan Cotroneo, che ieri ha presentato alla Libreria Ibs+Libraccio; mentre il film omonimo che uscirà il 31 marzo, in parte perderà il carattere introspettivo a favore dell’energia acquisita per sostenere temi sociali complessi, come la concezione della famiglia. Ma da cosa è scaturito il suo racconto? Alla domanda di Manuela Macario l’autore ha motivato: «Il romanzo parla di bullismo e omofobia, ma non nasce da un mio vissuto personale, bensì dalla vicenda di Larry King. Il giovane californiano che fu ucciso nel 2010 dal ragazzo che corteggiava. Nel paese dove trovare un’armeria è più semplice che trovare un forno per il pane, le pressioni altrui che l’azione libera di Larry suscitò sul compagno, gli costarono la vita».
Il linguaggio è estremo, tipico del travolgimento della prima volta. La forma del romanzo, invece, è adattata al contesto italiano: «Mi piace l’aria di provincia perché impone un tipo di narrazione particolare. Tutto è vicino e tutti sanno di te. E sei costretto a rincontrarli».
I protagonisti sono tre, tre punti di vista, tra cui quello di una professoressa. «Giro molto nelle scuole - ha proseguito Cotroneo -; ascoltando i ragazzi ho capito quanto sia importante confrontarsi con loro in un periodo in cui la società è sempre più sorda e reazionaria. Ho scoperto che gli insulti più terribili alle loro orecchie sono “frocio” e “troia”, insulti esclusivi; perciò voglio rivolgermi a persone non allertate ed a questo in fondo serve il grande schermo. Ognuno dei tre ripercorre la storia dall’inizio alla fine, in modo che gli spettatori si affezionino al personaggio più simile a loro. Credo nella responsabilità delle storie e nella loro valenza inclusiva».
So please please please / let me let me let me, scongiurano gli Smiths che lo scrittore ha citato in esergo, poiché è ingiusto in età adolescenziale far credere che la felicità sia possibile solo rientrando in determinati schemi mentali, sessuali o d’identità. «Quando al Family Day - ha chiuso - incontri chi sventola cartelli con due sagome maschili o femminili sbarrate, non posso pensare che a 16 anni non si siano posti il dubbio della loro sessualità. Guardare un mondo di adulti che ti dice che sei sbagliato, è distruttivo».
Al cinema Apollo di Ferrara, in collaborazione con Agi scuola Emilia Romagna, invita al cinema le scuole per l’anteprima del film Un bacio di domani alle 8.30.
Matteo Bianchi
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