Una mostra dedicata alle stanze segrete di casa Sgarbi a Ro
Domani a Osimo (An) viene inaugurata la mostra “Lotto Artemisia Guercino. Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi”. Per la prima volta in Italia e sino al 30 ottobre sarà possibile ammirare, a Palazzo...
Domani a Osimo (An) viene inaugurata la mostra “Lotto Artemisia Guercino. Le stanze segrete di Vittorio Sgarbi”. Per la prima volta in Italia e sino al 30 ottobre sarà possibile ammirare, a Palazzo Campana, oltre 120 opere della collezione Cavallini Sgarbi a Ro, in una grande esposizione curata da Pietro Di Natale. Il disegno costante che ha ispirato il creatore della raccolta, lo storico d’arte e critico di fama internazionale ferrarese Vittorio Sgarbi, è stato la ricerca della bellezza.
Muovendosi tra le centinaia di opere riunite in trent’anni di intensa attività si resta sorpresi dall’eterogeneità dell’insieme, una vera e propria summa dell’arte italiana, tra pittura e scultura, dal XIII secolo ai giorni nostri. Questa attenta ricerca, frutto anche della collaborazione intensa e illuminante della madre Rina Cavallini, è espressione del profondo amore del collezionista per la bellezza dell’Italia e della sua arte e si manifesta in maniera esemplare attraverso le opere esposte. La selezione di dipinti, disegni e sculture dall’inizio del ’500 alla fine dell’800 vuole dar conto in primis della peculiare e complessa “geografia artistica” della nostra nazione. Rappresentati in maniera significativa i pittori marchigiani o attivi nelle Marche, ma sono ampiamente documentate tutte le principali scuole italiane, comprese quelle ‘di casa’ dal ferrarese Bastianino al centese Guercino.
Lo stesso Sgarbi afferma che il divertimento ed il mistero del collezionismo è «l’interesse per ciò che non c’è» e che una collezione è «storia di occasioni, d’incontri, di scoperte», un’avventura che «s’incrocia con curiosità, ricerche, studi» e si manifesta come «una battuta di caccia, una forma di gioco, anche d’azzardo... una sfida, un corteggiamento, una conquista». Essa «non ha regole, non ha obiettivi, non ha approdi, è imprevedibile»: per questo «non si trova quello che si cerca, si cerca quello che si trova».
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