Bollani si trasforma in attore per il pubblico di Cento
Stasera alla Pandurera il popolare pianista in scena con la compagna Cenni «Viviamo insieme, ci è venuta voglia di stare assieme anche su di un palco»
di ANGELA BALBONI
I. l Dadaismo è un movimento culturale nato nel 1916 nella Svizzera della Prima Guerra Mondiale, interessando le arti visive, la letteratura, la poesia ed il teatro, mediante il rifiuto degli standard artistici. Tristan Tzara ne è stato il fondatore con la sua frase conosciuta “Dio ed il mio spazzolino da denti sono dada”, così pure Valentina Cenni, protagonista dello spettacolo “La regina Dada”, scritto a quattro mani con il popolare musicista jazz (protagonista anche in tv) Stefano Bollani. La Cenni inizia la prima scena spazzolandosi i denti con uno spazzolino luminoso futuristico...
I due vanno in scena oggi dalle 21 all’Auditorium Pandurera di Cento nella sezione “ Altro teatro”, ma Bollani tornerà nella nostra provincia anche sabato 14 maggio, al Teatro Comunale Abbado di Ferrara, stavolta con un’esibizione musicale da solista non a caso intitolata “Piano Solo”.
La Cenni diplomata in danza classica e moderna alla Royal academy of dancing di Londra e come attrice all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico, è stata diretta recentemente a teatro da Lo Cascio, Preziosi e Dorelli ed al cinema da Castellitto e Quartullo. Bollani figura invece all’ottavo posto tra i nuovi talenti del jazz mondiale e terzo fra i giovani pianisti secondo la rivista americana Downbeat (La “Bibbia” del jazz). A Vienna gli è stato consegnato il premio come miglior musicista jazz europeo dell’anno, a Los Angeles quello per la cultura nel mondo ed a Boston la Laurea Honoris Causa.
Dopo le sue celebri incursioni nei territori radiofonici con David Riondino e Mirko Guerrini su Radio Rai 3 e televisiva con “Sostiene Bollani”, il poliedrico artista debutta come attore (e coautore) al fianco diella Cenni in uno spettacolo immaginario e leggiadro, intessuto di musica, dove un’interiorità, una coscienza, esplora ciò che non è convenzione. La grazia e la fisicità di Valentina, le musiche dal vivo del jazzista e le luci di Luigi Biondi evocano visibilmente l’universo Dada.
Com’è nata l’idea dello spettacolo?
«Valentina ed io viviamo insieme - spiega Bollani -, così ci è venuta voglia di stare assieme anche su di un palco. Dopo aver pensato di trasporre Profumo di Jitterburg di Tom Robbins, abbiamo scritto qualcosa di nostro».
Come si trova nei panni di attore?
«Valentina e Olivia Manescalchi mi hanno dato una mano, era uno dei ‘mestieri’ che avrei voluto fare sin da quando ero bambino».
Che dimensione si crea fra la teatralità di “La regina Dada” e la musica di Bollani?
«La regina parla e pensa moltissimo e trova nel suo maestro di musica, dove trova asilo dopo essere fuggita di nascosto dalla reggia, un compagno ideale perché lui, invece, si esprime molto più volentieri attraverso le note. Dalla comunicazione, dall’interscambio fra queste due modalità potrà nascere una liberazione».
Cosa devono aspettarsi i centesi da questo Bollani dalle mille arti?
«Meglio non aspettarsi mai niente... dovrebbero venire con animo disposto, sedersi e lasciarsi attraversare...».
Il 14 maggio sarà a Ferrara nel suo concerto “Piano Solo”: viaggio tra sentimento, passione ed immaginazione?
«Un viaggio improvvisato, senza scaletta, un percorso attimo per attimo in una città ed un teatro che amo».
Un legame con il Sudamerica lo ha portato, nel 2007, ad essere il secondo dopo Jobim, a suonare un piano a coda in una favela di Rio De Janeiro.
«Il Brasile è un grande amore, ho sempre progetti legati a quel Paese ed alla sua musica, in particolare con il mio ‘parceiro’ Hamilton De Holanda, virtuoso del mandolino».
Ma chi è questa Dada ?
«È una persona in fuga dalla sceneggiatura che altri hanno scritto per lei - precisa la Cenni-; è nata regina ma come dice durante lo spettacolo “avrebbe voluto fa re la pianista”. Chiude i ponti dietro di sé e cerca, attraverso la musica e la bellezza di reinventarsi. Il pubblico finora sta rispondendo molto bene, entra in gioco per una serata molto particolare, con il teatro Dada ha in comune il gusto per la fantasia al potere e la musica di Stefano dà grande gioia, anche a me».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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