La Nuova Ferrara

Checco e la mamma dotata di superpoteri

Checco e la mamma dotata di superpoteri

Un’accurata psicopatologia della madre italiana L’autore-figlio ne delinea le doti e l’involontario umorismo

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«Guarda, figlio mio, io te lo dico chiaro e tondo. Sì, Ma’. - Tu con questo libro rischi di fare uno scivolone. Penseranno che tua madre è una macchietta. Diranno che l’hai fatta facile. Crederanno che sei un mammone, che ci sentiamo cento volte al giorno, invece, se capita una volta alla settimana è un miracolo. Diranno che sei stato superficiale. E poi, non capisco perché non hai mai parlato di come faccio lo stoccafisso che ti piace tanto. Ti accuseranno di essere stato leggero e frivolo. Comunque un passaggio a tua zia Rosa, che di ogni tuo libro ne compra dieci copie, potevi anche dedicarglielo. Bisbiglieranno che sei stato inconsistente, e buffone. Figlio mio, guarda, te lo dico chiaro e tondo, qi tu rischi grosso»: si intitola Mia madre e altre catastrofi il nuovo libro di Francesco Abate e non è difficile scoprire la protagonista.

Anche se in realtà in questo libro non c’è nulla di scontato. Intanto perché è tutto fatto di dialoghi e nello stesso tempo racconta una storia, che non è quella della professoressa Pisano, mamma appunto di Francesco Abate ma quella di un’intera comunità attraverso il rapporto tra una madre e il figlio. Perché il giornalista e scrittore sardo prima ci conquista con il sottile e mai banale umorismo di una madre intransigente e dotata di ogni tipo di superpotere, poi ci convince con lo sguardo affettuoso e pieno di stima con cui la rappresenta.

Mia madre e altre catastrofi prende certo il via da una madre che insieme alle innumerevoli doti ha anche quella di un involontario umorismo ma alla fine è più la storia di Checco, da bambino timido a giornalista delle pagine culturali assediato da grafomani convinti. Vediamo infatti attraverso i dialoghi crescere Francesco, alle prese con la famiglia, la malattia sua e del padre, la scuola, il desiderio di libertà e del motorino, il tentativo di smarcarsi da una madre alla quale non si può nascondere niente. Mia madre e altre catastrofi è anche un’accurata psicopatologia della madre italiana, un omaggio a una figura troppo spesso data per scontata ma che possiede davvero molti superpoteri. Impossibile non riconoscersi nelle dinamiche di potere sentimentale che si instaurano tra madre e figlio, nei rituali, nelle sempre efficaci strategie che le madri mettono in atto per avere sempre ragione. Ma il rapporto mamma-figlio non è un cerchio chiuso e riceve continuamente stimoli e occasioni di scontro dalla famiglia e dalla comunità in cui è inserito. E così lo scrittore sardo ci racconta la scuola attraverso l’amato lavoro della madre, le corsie degli ospedali, gli invadenti vicini di casa, perché, per fortuna, ogni tanto mamma deve distogliere lo sguardo dal figlio per occuparsi anche degli altri personaggi della sua storia. Arrivati alla fine del libro non si può non amare la donna coraggiosa e volitiva a cui è ispirato; e non si può neppure non ammirare la capacità narrativa di Abate che riesce a evitare tutti i rischi in cui si può incorrere con una tale operazione, compresa l'ira della propria madre. Ma non poteva essere diversamente perché Francesco Abate è dotato di talento, empatia, ironia. Nei ringraziamenti rivela come l’idea del libro sia nata insieme al suo editore Paolo Repetti durante l'ultima edizione del Festivaletteratura, quando lo scrittore è stato raggiunto dalla telefonata della madre. Che dovrebbe essere invitata a settembre.

Simonetta Bitasi

Francesco Abate, MIA MADRE E ALTRE CATASTROFI, Einaudi 2016,

pag. 153, euro 16

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