Manzoni, nostalgia del tempo che fu
Si rivivono i fasti di quello che è stato il tempio ferrarese del cinema d’essai
Un po’ nostalgico, ricordando i bei tempi del cinema che fu, ma anche molto cronachistico con una dettagliata cronologia degli eventi e una impostazione moderna nello sviluppare un ottimo documentario narrativo. “Inseguendo il cinema che spacca i cuori”, opera prima nel lungometraggio di Vitaliano Teti e Alessandro Raimondi, è soprattutto un grande atto di amore proprio verso il cinema e la città di Ferrara, così legata a questa arte visiva, anche per aver dato i natali a protagonisti assoluti.
È un film molto bello che fa rivivere emozioni a chi, tra gli anni Ottanta e l’inizio degli Anni Duemila, frequentava quel tempio del cinema soprattutto d’essai che è stato il Manzoni prima della sua chiusura definitiva avvenuta nell’estate 2008.
Molti ferraresi si ritroveranno in quelle immagini e in quei racconti che sono l’architrave dell’opera e ricorderanno le tante serate passate tra quelle mura dove oltre al piacere dello stare insieme si vedevano autentici capolavori. Impossibile dimenticare gli incontri che si facevano con i protagonisti di quei film, da Nanni Moretti a Carlo Mazzacurati, da Ferzan Ozpetek allo stesso Win Wenders durante il set ferrarese di “Al di là delle nuvole”. È un cinema che non c’è più: quello della pellicola, superato dal digitale e quello delle monosale seppellite dai multiplex. Caveduri incarna proprio questo cambiamento epocale, essendo il direttore a Uci Cinemas, dopo aver gestito con successo tanti eventi nel suo indimenticabile Manzoni. (g.p.z.)
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