La Nuova Ferrara

da aprile a palazzo turchi di bagno

Un nuovo quadro di de Pisis per la prima volta a Ferrara

Un nuovo quadro di de Pisis per la prima volta a Ferrara

Un de Pisis maestoso, come non si è visto prima in città, si andrà ad aggiungere alla monografica dedicata alla giovinezza del pittore ferrarese. L'inaugurazione si terrà a Palazzo Turchi di Bagno,...

2 MINUTI DI LETTURA





Un de Pisis maestoso, come non si è visto prima in città, si andrà ad aggiungere alla monografica dedicata alla giovinezza del pittore ferrarese. L'inaugurazione si terrà a Palazzo Turchi di Bagno, il prossimo 5 aprile, alle 18, nell'ambito della mostra “Strappati dalla Terra e ridonati al sole. Le ceramiche graffite e le pagine di erbario del giovane Filippo de Pisis”, organizzata dal Sistema Museale di Ateneo dell'Università di Ferrara e curata da Lucia Bonazzi, Paola Roncarati e Ursula Thun Hohenstein. Da mercoledì 6 a martedì 19 aprile sarà possibile ammirare l'olio su tavola alto ben 198 cm e lungo 142, firmato e datato 1950.

Il Grande Pannello Bauer di de Pisis sarà esposto per la prima volta al pubblico dopo essere rimasto a lungo in uno studio privato e collocato da pochi anni nella sala del prestigioso hotel veneziano di cui porta il nome. Il pannello, capace di cambiare l'atmosfera dello spazio dandole carattere, fu commissionato all'artista nel '49 dal proprietario dell'albergo. È l'unica di tre opere previste a essere stata portata a termine, essendo le altre due rimaste solo in bozze, a causa dei problemi di salute del pittore.

Il quadro rappresenta una natura morta pertinente al tema dell'esposizione, poiché condensa tutto l'universo collezionistico di de Pisis (le farfalle, l'erbario e gli oggetti in ceramica), ed esprime la sensibilità peculiare dell'artista, nutrita di memoria, bellezza e fragilità. Al centro sono cinque rose e due iris a incarnare l'effimero dell'esistenza, senza tralasciare il fiore caduto alla base del vaso e la foglia d'acero tipicamente autunnale.

Mentre la candela spenta, simbolo ulteriore di vanitas, si contrappone alla farfalla colorata che le vola al di sopra, uno spunto di leggerezza, la speranza di elevazione dell'animo umano. Il pannello manifesta, inoltre, un esplicito omaggio a De Chirico, autore del quadro nel quadro che si staglia in secondo piano: Le Muse inquietanti, di oltre trent'anni prima. De Pisis potrebbe aver scelto di omaggiare l'amico con il Castello Estense sullo sfondo perché circondato dall'acqua, la stessa che amplifica la meraviglia di Venezia. Non a caso, le due città condividono la stasi, il ristagno benefico del tempo; quello che attraverso l'architettura di Ferrara ha accompagnato De Chirico alla metafisica.

La Serenissima, invece, appare di sbieco nell'angolo opposto della camera, in quanto riferimento doveroso al committente.

L'opera, per gentile concessione dell'attuale proprietaria, sarà visitabile nella sala mostre del palazzo tutti i giorni, dalle 10 alle 18.30; il venerdì dalle 10 alle 17.

Lo sarà grazie al supporto dell'Hotel Bauer di Venezia, del Teknehub, delle Assicurazioni Fondiaria SAI e grazie altresì alla generosità di alcuni privati: Francesca Bortolotto Possati, Francesco Cocozza, Angelo Severi Bargellesi e Marco Tartaglia. L'ingresso è gratuito.

Matteo Bianchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google