Il nudo negli originali scatti di Paolo Bertazza
Dalla vicina di casa alla barista le modelle sono debuttanti: «Ho fotografato circa 250 ragazze, prima erano amiche ora vengo contattato»
FERRARA. La vicina di casa, la barista del locale dove si va spesso a fare l’aperitivo: tutte ragazze fotografate più o meno senza veli da Paolo Bertazza, fotografo di 37 anni che ha scelto di osare.
ll suo blog su tumblr e la tua pagina Facebook sono un successo...
«Non so se siano un successo o meno - risponde -; autocelebrarsi e cercare il successo a tutti i costi sono due cose da evitare se intraprendi un percorso creativo che vuole diventare artistico».
Come le è venuta l’idea? «Lavorare sul nudo non si può dire che sia un’idea, da millenni l’uomo ha il desiderio di rappresentare la bellezza del corpo femminile. Il fatto che ultimamente abbia fotografato diverse ragazze ferraresi è stato soltanto un caso».
Quante ne ha fotografate? «Al momento credo di aver fotografato circa 250 ragazze dai 18 ai 35 anni. Inizialmente, proponevo io ad amiche e amiche di amiche di provare a cimentarsi nel duro mestiere della modella, con risultati insufficienti. Ora metà delle ragazze mi ha contattato perché entusiasta dai miei lavori».
Su Facebook si è sfogato contro chi etichetteva i soggetti delle foto; ci racconta cosa è successo?
«Ho semplicemente scritto - aggiunge - un post dicendo che molti credono di essere molto avanti dando delle poco serie alle ragazze che fanno nudo, ma sono solo una penosissima versione moderna dei bigotti che ritenevano scandalosi i jeans con la cerniera lampo. Invece, moltissime persone hanno apprezzato il mio punto di vista, altri hanno commentato sostenendo che in qualche maniera io avessi un atteggiamento maniacale verso il nudo, e che le mie opere non avessero nulla di artistico. Ho provato a rispondere a colpi di Helmut Newton, non ponendomi al suo livello, solo per dire che non avevo certo inventato io il nudo e l’erotismo e che si deve fare lo sforzo di capire il percorso di un creativo prima di attaccarlo in maniera superficiale».
C'è mai stato qualche momento di imbarazzo?
«Ci sono stati moltissimi momenti di imbarazzo, soprattutto quando ho iniziato ad approcciare al nudo. Tutti credono che sia molto divertente, accattivante, eccitante, ma la realtà è che bisogna far sentire la modella a proprio agio, restare concentrati sul piano tecnico e lavorare molto sulla posa, sperando di riuscire a tirare fuori qualcosa sul piano emozionale. Vorrei trascinare chi la pensa diversamente a fare uno shooting al posto mio: ci sarebbe da ridere. L’intimità ci deve essere, il più possibile, ma è l’intimità che si crea tra un fotografo che fa il suo lavoro seriamente e una modella che ha bisogno di esprimersi liberamente, senza paura che si creino ambiguità. Le modelle giustamente parlano tra di loro, si informano, e i fotografi poco seri non hanno molte possibilità di “divertirsi” a lungo, per fortuna».
Qualcuna delle modelle si è mai pentita?
«Mai. Qualche piccolo litigio in fase di preparazione, o per ritardi di consegna, ma gli shooting - conclude Bertazza - sono quasi sempre momenti molto soddisfacenti».
Corrado Magnoni
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