Pappano è grande, la Coe anche
Vero e proprio tripudio di popolo l’altra sera per Ferrara Musica
Quattro brani in locandina e quattro fuori programma concessi come bis, teatro gremito. Questa l’estrema sintesi del debutto di Antonio Pappano sul podio della Chamber Orchestra of Europe l'altra sera nel Teatro Abbado per Ferrara Musica. I primi due bis sono stati concessi dall’oboista François Leleux dopo la sua performance nell'impegnativo Concerto per oboe e orchestra TrV 292 di Richard Strauss. Gli altri due bis li ha concessi Pappano a fine serata, una trascrizione per orchestra della Seguidilla dalla Carmen di Bizet e, per restare a Mozart, l’ouverture delle Nozze di Figaro. Il concerto era iniziato proprio con Mozart, Sinfonia in Sol minore K.183 affrontata da Pappano con l'impeto e la consapevolezza di chi ha compreso quanto la composizione giovanile del salisburghese contenga in sé di bello e meno bello. Ad esempio, è bello e coinvolgente il primo movimento (Allegro con brio) che il direttore fa suonare a canto spiegato e quasi marziale, arrembante, nonostante conduca senza bacchetta. Ma nei successivi movimenti la musica si fa meno seduttiva e allora Pappano chiama la Coe ad esibirsi su virtuosismi quali i piani e pianissimi, la trasparenza dell'ordito acerbo, il dialogo legato fra le sezioni; e dove non può la melodia, là il direttore usa l'orchestra per esprimere colori che forse neanche Mozart avrebbe immaginato. Miracoli di una compagine eccellente capitanata, stavolta, dal primo violino Steven Copes. Il successivo Concerto di Strauss è una passerella d'alta moda per Leleux che trae dall'oboe suoni stupendi per intonazione, precisione, pulizia e gradazione, trascinando l'orchestra nelle turbolenze del virtuosismo spinto e nelle bonacce del canto estatico e sospeso. Il secondo tempo della serata propone la struggente Pavane op.50 di Gabriel Fauré. Da ultimo: la poco conosciuta Sinfonia n.1 in Do maggiore di Georges Bizet, opera giovanile ma significativa della sensibilità del compositore che nell'Adagio centrale fa già udire le delicatezze che permeano il successivo canto lirico di Micaela (Carmen) e di Nadir (Pescatori di perle). Pappano grande, la Coe anche; e tripudio di popolo per loro.
Athos Tromboni
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