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Quella volta che Nenci stese il campione

Quella volta che Nenci stese il campione

L’artista autore di tante opere a Ferrara e provincia nel 1932 mise al tappeto la stella tricolore Saverno davanti al Castello

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Qualche tempo dopo il fatto, il pugile si recava nello studio dell’artista, a palazzo Mazzucchi, lamentandosi infuriato che in città si parlava troppo di quella notte, e che aveva saputo che lui, lo scultore Nenci. si vantava in giro di averlo battuto, e fremente, lo invitava ad un incontro con lui da effettuarsi sul ring. A Nenci era venuto solo da ridere, e lo assicurava che non era sua abitudine raccontare alla gente i propri fatti, ma in tal caso se avesse anche parlato dello scontro di quella sera, visto il risultato, avrebbe detto solo la verità. E continuava dicendo che lo ringraziava per l’invito di battersi con lui, ma gli era bastato metterlo ko una volta. Si accontentasse, per lui che era uno scultore e non un pugile, batterlo una seconda volta sarebbe stato troppo. A quelle parole il boxeur, visibilmente contrariato, usciva dallo studio di Nenci, sbattendo la porta.

Alcuni anni dopo Nenci e l’ex boxeur si rividero casualmente alla stazione ferroviaria di Ferrara e s’intrattennero parlando delle cose del momento. Saverno vestiva elegantemente ed aveva i capelli biondi ossigenati: dai suoi discorsi l’artista aveva capito che in quel periodo viveva di espedienti...

Giorgio Nenci

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