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teatro

Con Enzo, Giobbe e Gioele tris d’assi di scena a Copparo

Giobbe Covatta, Gioele Dix ed Enzo Iacchetti
Giobbe Covatta, Gioele Dix ed Enzo Iacchetti

Dix è il regista: «Loro due sanno far ridere, commuovere e riflettere il pubblico» Iacchetti e Covatta parlano dello spettacolo di giovedì sera (31 marzo) al De Micheli

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COPPARO. Molto azzeccata la scelta di affidare a Enzo Iacchetti e a Giobbe Covatta, diretti da Gioele Dix, tre dei più apprezzati e socialmente sensibili personaggi dello spettacolo, un tema delicato come quello della malattia mentale, nel lavoro “Matti da slegare”, coproduzione tra il Centro d’Arte Contemporaneo Teatro Carcano e Mismaonda, tratto dalla commedia Elling e Kjell Bjarne del norvegese Axel Hellstenius, da cui fu tratto il film Elling, diretto da Petter Naes, candidato all’Oscar come miglior film straniero nel 2002, di scena giovedì 31, dalle 21, al Teatro De Micheli di Copparo.

«Enzo, Giobbe e le due attrici Gisella Szaniszlò e Irene Serini sapranno far ridere, commuovere e anche riflettere il pubblico - sottolinea Dix -; Elia e Gianni sono vissuti entrambi per parecchi anni in una struttura psichiatrica, diventando amici inseparabili. Il sistema sanitario decide di mandarli a vivere da soli in un appartamento nel centro della città: dovranno dimostrare di saper badare a loro stessi inserendosi nella società civile».

«Elia, prima del ricovero aveva, vissuto sempre con la madre imbastendo con lei un rapporto morboso ed esclusivo - dice Iacchetti -, quando la donna muore, lui si sente completamente distrutto dentro; anch’io, l’estate scorsa, ho perso la mamma ed è stata molto dura accettarlo. Nel testo originale Elia ha in casa una grande foto della madre, Gioele ha lasciato che sul palco apparisse la foto di mia madre».

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Gianni è un uomo dai modi rudi, fissato con il cibo e con il sesso, anche se non ha avuto modo di sperimentarlo. La sua fragilità nasconde profonde ferite procurate da una madre alcolista e un patrigno violento: «Il mio personaggio - aggiunge Covatta - è un minorato mentale che dalla famiglia è sempre stato maltrattato, uscito dal centro si trova a vivere con un’altra famiglia, questa volta all’eccesso della bizzarria: un pazzo poeta, un’infermiera lesbica e la ragazza incinta del piano di sopra».

“Matti da slegare” racconta il percorso tortuoso che condurrà Elia e Gianni a slegarsi dai fantasmi che li hanno resi infelici per gran parte della loro vita e ad integrarsi nel mondo, percorrendo una loro strada personale fatta di arte ed amore: poesie scritte su foglietti inseriti poi nelle scatole dei cornflakes e sugli scaffali dei supermercati per Elia, buon cuore verso gli altri per Gianni.

«Sul palco, nei due personaggi c’è nulla di Iacchetti e Covatta - spiega il volto di “Striscia La Notizia” -, sono due matti che hanno dentro di loro grandi segnali di sofferenza, hanno vissuto tanti anni in manicomio diventando amici, trasferitisi nell’appartamento le solitudini iniziali si cancellano e si crea tra loro un senso di protezione. All’inizio Elia scrive cose che per altre persone sembrerebbero banali, tipo se in casa manca la carta igienica poi, rileggendo le frasi scritte, ne vede un senso poetico e senza firmarsi le mette a disposizione della gente in una sorta di realizzazione interiore».

«Nei teatri stiamo facendo il sold out - conclude Covatta -, Dix nella regia è una persona di grande qualità, con il valore aggiunto che è un comico. Con “Iac” si lavora ormai dall’81, più di trent’anni di amicizia, arte e complicità».

Angela Balboni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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