Forse la chiave del mistero è nella biblioteca dell’Università
Veronica guardò prima lei. Mercedes era radiosa; la corporatura minuta, indossava un cappellino con la veletta. Un filo di trucco traspariva dal bianco e nero dell’immagine. Poi spostò lo sguardo su...
Veronica guardò prima lei. Mercedes era radiosa; la corporatura minuta, indossava un cappellino con la veletta. Un filo di trucco traspariva dal bianco e nero dell’immagine. Poi spostò lo sguardo su di lui. Anche lui era un bel giovane. I capelli impomatati secondo la moda dell’epoca e un libro sottobraccio. Teneva abbracciata a sé Mercedes. A Veronica parve di cogliere qualcosa nello sguardo di lui. Qualcosa che già aveva provato nel passato recente, ma non le sovvenne subito cosa.
“Si chiamava Ruggero. Ruggero Tumaini. È in lui il segreto della scomparsa di mia zia”. Le parole di Loredano sembrarono interrompere i pensieri di Veronica. Ma quelle parole risvegliarono in lei, ora completamente, il ricordo legato allo sguardo che le era parso di rincorrere pochi istanti prima. Tumaini. Il professore emerito dell’Università.
Le aveva sempre messo un po’ di soggezione quel professore. Non era il portamento. Né la grande cultura che traspariva dalle lezioni che, saltuariamente, egli teneva nell’ateneo dove lei era una giovane studentessa. Non erano né l'abbigliamento, sempre curato e un po’ démodé, né il tono della voce. Ma lo sguardo. Uno sguardo forte; un abisso misto di tristezza e indagine interiore. Uno sguardo che, nell’ultimo periodo, prima che morisse, era velato dalla patina glauca degli occhi che tanto hanno vissuto. Aveva donato tutta la sua biblioteca e l’archivio all’Università. I libri e i diari erano stati posti in grandi scatoloni nel deposito della biblioteca in attesa di essere catalogati.
Forse lì Veronica avrebbe trovato la chiave per risolvere il mistero sulla scomparsa di Mercedes? Filippo Solaroli si occupava della catalogazione. Lui e Veronica erano stati colleghi di studio. Fu lui ad aprire il primo scatolone, quello che conteneva i diari del professore.
“Sto facendo una cosa che è contraria alla mia deontologia Veronica, ma per te lo faccio volentieri, anche se non mi hai ancora rivelato il tema della tua ricerca...” disse Filippo mentre, rosso in faccia per la fatica, posava il pesante scatolone sul tavolo del deposito.
Michele Govoni
5, continua
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