«La gente rideva, ma ora siamo un gruppo»
Valentina Castaldi racconta la genesi della compagnia “Quei dl’Aguscel” che rappresenta i testi del compianto Rizzieri
di MARGHERITA GOBERTI
«T. utto è cominciato in un momento di difficoltà: le casse della parrocchia erano vuote e per i festeggiamenti della sagra di Michele dovevamo privarci della commedia dialettale, l’appuntamento preferito di tutto il paese - racconta Valentina Castaldi -; e da lì, l’idea! Perché non costituiamo noi una compagnia teatrale per il paese di Aguscello?!? E potremo anche chiamarci proprio “Quei dl’Aguscel”».
«E così è partita l’avventura - continua la Castaldi -, sì, perché è stata veramente un’avventura sin dal primo momento quando, lanciata l’idea, molte persone sorridevano sotto i baffi e ci guardavano quasi con compassione…poverine! non sanno quello che si dicono. Un anno dopo eravamo sul palco con una commedia inedita e, soprattutto, ottenendo un grande successo».
Ma andiamo con ordine. La compagnia è un’idea di Valentina, un vulcano di idee, anche troppe, tanto che spesso si “incarta” su se stessa; seguita da Antonella, la temeraria perché si è lanciata in questa iniziativa senza aver mai detto due parole consecutive in dialetto e da Marilena, che da anni desiderava fare un esperienza di questo tipo. Poi si sono aggregati Franco, anche lui curioso di calcare il palco e Riccardo, l’unico capace di parlare un vero dialetto ferrarese ma che, per ironia della sorte, interpreta sempre parti in cui deve parlare in italiano.
Negli anni sono arrivati Vittorio, Lauro, Alberto, Clara, Elisabetta, Cinzia, Davide, Giuliano e tanti altri, i quali sono stati coinvolti anche solo per pochi mesi o il tempo di una commedia, dando comunque il loro contributo e arricchendo tutti di nuove esperienze.
Ma il vero catalizzatore della compagnia è stato “Graz”, Graziano Rizzieri, regista ed autore delle commedie che sino ad oggi sono state rappresentate, scomparso nel settembre del 2013. Senza di lui la compagnia non avrebbe mai preso vita. «L’incontro con “Graz” potrebbe essere considerato un caso del destino - spiega Valentina -, ma a me piace pensare che qualcuno lo abbia messo sulla nostra strada proprio per condividere l’intensità di questa esperienza, un’esperienza che è nata quasi per gioco ma che continua da ormai 8 anni... e un gioco che dura da 8 anni può ormai essere considerato una cosa seria. Ricordo come fosse ieri il giorno in cui gli dissi che volevamo organizzare una compagnia teatrale e che non volevamo rappresentare commedie che tutti conoscevano. Così gli feci leggere una sorta di copione che, nella mia eccessiva ambizione di scrittrice, avevo iniziato ad abbozzare. Mi guardò con benevolenza, quasi con il timore di offendermi e mi disse “...è evidente che il dialetto non lo conosci e non lo parli”».
«Aveva ragione... eravamo in alto mare, senza copione, niente spettacolo e nessuna compagnia - ricorda la Castaldi -; ma una settimana dopo ecco arrivare da noi “Graz” con un quadernone a righe con la copertina di Batman, tutto scritto a mano in quella che un tempo veniva chiamata “bella scrittura”: la nostra prima commedia, intitolata Na’ famié furtunada, miraculada. Eravamo a cavallo, dovevamo ‘solo’ mettere insieme un po’ di persone e cominciare. I primi tempi furono difficilissimi, eravamo un gruppo di fanciulloni che si incontravano una volta la settimana per le prove, però con pochi risultati e tante risate. Fu la tenacia e la fermezza di “Graz” che ci fece capire come per recitare fossero necessarie disciplina, studio e tanta costanza. Insomma, che fatica, ma oggi - conclude il racconto la Castaldi - possiamo dire che, oltre alle commedie che Rizzieri ci ha lasciato, questa è stata indubbiamente la sua più importante eredità».
La stessa Castaldi e molti componenti del gruppo sono i più attivi anche nell’organizzare le iniziative con ricavato interamente devoluto alla parrocchia di San Michele, in primis il mercatino dell’usato in programma nei fine settimana nell’area della chiesa della piccola frazione cittadina, ai quali partecipano sempre tanti appassionati e collezionisti. E proprio durante le feste organizzate dalla parrocchia capita che la compagnia presenti una commedia dialettale, ma a volte sono chiamati a recitare anche in altri paesi, risultato già di per sé importante, se si considera la breve vita ‘artistica’ di questo gruppo.
Nel repertorio della compagnia “Quei dl’Aguscel” ci sono in pratica tutte le commedie inedite scrtte da Rizzieri, tra queste la già citata Na’ Famié furtunada miraculada, poi Sol ciacàr (che comprende due sketch, composti da Dù Vecc amig e Tre bravi donn) e, ancora, La Depresion, All’Usdàl par càs,A Scòla da sarta, L’Armadio foto galvanoplastica, La Sunambula, A Sen tuti artista, sino ad arrivare alla commedia A ghé sèmpar nà spèranza, firmata da una mano femminile, quella di Carmen Fogli.
18, continua
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