La Nuova Ferrara

Toh, i libri in pelle umana rarità macabra (ma esistono)

di GRAZIANO GRUPPIONI
Toh, i libri in pelle umana rarità macabra (ma esistono)

Ricerca da Boston a Ferrara: strano servizio di un’agenzia di pompe funebri

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di GRAZIANO GRUPPIONI

D. urante le ultime festività natalizie, il Mercatino del libro e del fumetto di via Saraceno 32-34 a Ferrara è stato onorato della visita di Anthony Terrizzi (genitori siciliani), responsabile della sezione di storia locale del polo bibliotecario dell’Università di Harvard, formato da circa 70 biblioteche, tutte all’interno della grande Università di Boston. Il funzionario statunitense si è congratulato per l’attività che qui svolgiamo in sole tre persone. Preciso che la sezione locale della biblioteca in questione è in possesso di tutte le nostre pubblicazioni che, puntualmente, riceve da un nostro distributore per l’estero, compreso Memorie storiche di Sabbioncello San Pietro, località mancante (a suo dire) in tutte le carte geografiche. Gentilissimo, prima di partire ci ha lasciato la password per poter consultare on-line il loro voluminoso catalogo, formato da milioni di testi.

Ebbene, spulciando tra le loro rarità sono rimasto colpito da un volume rilegato in pelle umana. Si tratta di Des destinees el’ame (“I destini dell’anima”), scritto dal poeta francese Arsène Houssayeé e pubblicato nel 1880. E l’Università stessa che ha condotto le analisi e confermato la nota dell’autore riportata nel libro: “Guardando attentamente se ne vedono i pori - aveva scritto regalando il volume ad un amico -, un libro sull’anima umana merita di avere una copertina umana”. La ricerca condotta dagli analisti statunitensi ha confermato una nota interna al volume che rammenta: la pelle apparteneva alla schiena di una donna malata di mente e morta da ictus. La pratica di rilegare i libri con tessuto cutaneo, che oggi può sembrare macabra, un tempo era considerata normale e prendeva il nome di “bibliopegia antropodermica”.

Da ricerche d’archivio ho potuto appurare che questa tecnica di rilegatura è caduta in disuso e ha avuto la sua massima applicazione nel XVII secolo, in special modo durante la Rivoluzione Francese. Allo stato attuale i libri rilegati in pelle umana conservati nelle biblioteche pubbliche di tutto il mondo si contano sulla punta delle dita. Si sa che durante gli interrogatori dei responsabili della famosa “Congiura delle Polveri”, un attentato fallito al re protestante Giacomo I, portato avanti da ribelli cattolici tutti catturati e giustiziati, fu scuoiato vivo un monaco di nome Henry Garnet, la cui pelle fu utilizzata per rilegare il libro delle confessioni. Il ladro e brigante James Allen ha dato in eredità la sua pelle per la rilegatura del libro che narrerebbe i suoi numerosi crimini. Nel 1837 così è stato fatto: l’unica copia è conservata al Boston Athenaeum. Nel museo inglese St. Edmunds in Suffolk si può vedere il protocollo dell’interrogatorio di un leggendario omicida, William Corder, rilegato con la sua pelle dopo l’esecuzione della condanna capitale. Grazie alla propria pelle è entrato a far parte della storia anche un certo George Cudmore, impiccato in Gran Bretagna nel 1930 per uxoricidio. Dopo Cudmore è uscita una raccolta delle poesie del poeta John Milton. Il libro è conservato nella biblioteca memoriale del poeta nelle città di Exeter. Nell’Università di Providence si è conservata una raccolta di litografie Danza della morte, pubblicata a Boston nel 1892, commissionata al maestro Joseph Zaensdorf. Vi si legge una nota di quest’ultimo nella quale il maestro specifica di aver eseguito su commissione la rilegatura della pelle di due uomini. Secondo Zaensdorf, ha dovuto fare uno strato di pelle di una sfumatura più chiara, mentre la rilegatura stessa è stata fatta “di una pelle più scura, lavorato in simil camoscio”, poiché per i poveri che muoiono nei dormitori pubblici la qualità della pelle lascia a desiderare. Un altro libro di cui si ha memoria è Practicarum Quaestionum Circa Leges Regias Hispaniae" del 1632: si tratta di un testo di leggi spagnole. All’ultima pagina, c’è una nota: “La rilegatura di questo libro è tutto ciò che rimane del mio amico Jonas Write, che fu scuoiato vivo dalla tribù dei Wavuma, il 4 agosto 1632. Il re della tribù, Btesa, mi restituì il libro che faceva parte della collezione di Jonas, c’è abbastanza pelle da poterci rilegare tutto il testo”.

Nel 2006 è stato ritrovato nelle vicinanze di Leeds, Inghilterra, un libro contabile di almeno 300 anni. Di questi documenti non si sa molto, solo che il libro è rilegato in pelle umana e fu scritto in Francia nel 1700. Si pensa che possa essere stato realizzato durante la Rivoluzione Francese, perché datato1793. Jacques Delille fu un famoso poeta francese, oltre che eccellente traduttore. Uno dei suoi lavori di traduzione più famosi fu una trasposizione in versi delle Georgiche di Virgilio. Dopo la sua morte, il corpo fu trafugato illegalmente e la pelle estratta utilizzata per rilegare la traduzione del poeta latino. Samuel Johnson fu uno dei più importanti scrittori e lessicografi inglesi, il suo Dizionario della Lingua Inglese è considerato uno dei capolavori di questo autore. Nel 1818 un criminale di nome James Johnson fu catturato e impiccato nei pressi di Norwich. La sua pelle fu estratta e utilizzata per rilegare una copia di quel dizionario. I due uomini non si erano mai visti, e non c’era, tra loro, alcun tipo di parentela o connessione. Il famoso astronomo, editore e divulgatore scientifico francese - autore prolifico, oltre cinquanta opere - Nicolas Camille Flammarion, più conosciuto in Italia col nome di Camillo Flammarion (1842-1925), possedeva un suo proprio volume rilegato in pelle umana. La pelle fu ricavata dalla schiena di una contessa morta di tisi, adepta della pluralità dei mondi, che lasciò in eredità allo scienziato la pelle delle sue spalle.

Altre ricerche sulla concia di pelle umana mi provengono da una corrispondenza sui lager nazisti pubblicata in seconda pagina dal quotidiano “La nazione del popolo” del 12 e 13 agost,o prima dei processi di Luneburg e di Norimberga dal titolo “paralumi in pelle umana”. Lo affermò il dottor Fausto Pecoraio che rispose in maniera affermativa alla domanda se nel lager esistesse una conceria di pelle umana presa dai prigionieri e ne descrisse pure il funzionamento. L'accusa, come prova materiale al processo di Norimberga, ha presentato le copie di Mein Kampf, rilegate in pelle degli internati, appartenute a Josef Mengele e Sigmund Rascher. In ultimo risulta che a Varsavia, in Polonia, è entrata in funzione la prima conceria artiginale di pelle umana del XXI secolo. Il progetto nasce dall’idea del signor Wassilowsky, impresario di pompe funebri della città, per aumentare il numero dei servizi della ditta: “Il 18 marzo 2012 un cliente è venuto a chiederci se poteva conservare un arto del caro defunto, ma noi gli abbiamo fatto notare che la decomposizione avrebbe reso la casa poco ospitale e così abbiamo proposto di conciare la pelle. Da questo è nata la nostra fiorente attività». Per ora la vendita di agende e borse in pelle umana è solo a beneficio, per motivi meramente burocratici, dei parenti dei defunti ma Wassilowsky sta lavorando per estendere questo giro d’affari.

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