“Autori a Corte” sogna di essere un vero festival
Ora i curatori Felloni e Iannuzzo puntano a raddoppiare le location ed i big presenti
di VERONICA CAPUCCI
“A. utori a Corte”, l’interessante rassegna letteraria che si svolge in estate e inverno, è ormai una realtà consolidata nel tessuto cittadino, tanto da registrare un’importante affluenza di pubblico e, quel che più conta, fa conoscere e apprezzare libri di autori locali e nazionali.
Una caratteristica della rassegna infatti è proprio questa: l’abbinamento di uno scrittore di fama nazionale per ogni serata con autori locali, emergenti o già conosciuti.
Quando e come è nata questa rassegna letteraria?
Per scoprire le motivazioni, gli aneddoti, le finalità, abbiamo parlato con gli organizzatori e direttori artistici di “Autori a Corte”: Federico Felloni e Vincenzo Iannuzzo, editori di La Carmelina Edizioni. «Tutto è iniziato nell’estate 2014, quando abbiamo deciso di realizzare qualcosa che fondesse il lavoro con la soddisfazione personale - spiega Federico -; siamo immersi nei libri, avevamo fatto tante presentazioni di testi, ci avevano invitato a varie rassegne, da Librandosi a Parole d’Autore, di Sergio Gnudi. A Ferrara mancava qualcosa di simile. Era un segmento scoperto, così la prima idea fu quella di fare una rassegna simile a quella di Occhiobello. In quel periodo stavamo promuovendo uno spettacolo di Giuseppe Gandini e Gianantonio Martinoni, “Eyes Wine Shot”, esilarante piéce teatrale, che abbinava lo spettacolo alla degustazione di vini...».
Da lì a pensare di realizzare una rassegna letteraria con l’abbinamento di degustazioni il passo è stato breve. I contatti giusti c’erano ed è iniziata questo fortunato percorso. Una caratteristica importante è proprio la possibilità di degustare prodotti locali, grazie alla collaborazione con l’Istituto alberghiero “Vergani”.
Iannuzzo spiega che avevano pensato di allargare la serata ad autori locali, «come nei concerti, dove i locali fanno da apripista ai big. E da subito ci ha stupito la presenza numerosa del pubblico. Il via nel 2014, bisognava trovare un budget, ma essendo un evento agli esordi non potevamo chiedere all’amministrazione comunale. Tramite un giornale online sono arrivati i primi sponsor».
Com’è stato l’esordio? «Faticoso, all’inizio nessuna casa editrice nazionale ci rispondeva. La prima è stata Chiarelettere, che a scatola chiusa ci ha permesso di avere suoi autori per l’esordio. Il primo autore è stato infatti Giulio Cavalli. Inoltre, Achille Occhetto, persona gentilissima e disponibile, anche se per dieci minuti abbiamo temuto che non arrivasse, poiché non rispondeva al telefono. Poi ci disse che era in centro a bere un aperitivo...».
Da lì la partenza le le rassegne natalizie, perché si sa che Natale è un periodo buono per le vendite. Ora tutti i problemi logistici legati al reperimento di autori sono scomparsi. Anzi, è casomai vero il contrario: «Abbiamo il problema opposto, ci sono più autori pronti a venire che posti disponibili».
Qual è la cosa che vi ha fatto più piacere? «Senz’altro che gli autori sono contenti e che siamo riusciti a dare una bella vetrina di visibilità anche ad autori locali, che altrimenti faticherebbero ad avere questi spazi», spiegano i due.
Nel frattempo le aziende che seguono “Autori a Corte” per le degustazioni sono triplicate dall’inizio, e anche l’interesse del comune si è fatto sentire, in termini pratici e logistici. Attualmente sussiste una collaborazione con “Vergani” e Città del Ragazzo, i cui studenti durante le rassegne maturano un’esperienza formativa molto importante. Il 23 e 24 aprile “Autori a Corte” sarà a Lendinara (Ro), con cinque grandi nomi e autori locali abbinati a quelli ferraresi, creando uno spazio in più per gli scrittori ferraresi e rodigini, magari da riptere a luglio ma nella nostra città.
Ci sarebbero molti aneddoti da raccontare, tra cui quello su Salvatore Giannella, che lo scorso luglio durante la serata pareva non arrivare. «Ci telefonò un collaboratore annunciando il ritardo, perché era rimasto incastrato con l’auto nel garage dell’hotel di Ferrara in cui alloggiava. Ma era incastrato in modo che non riusciva a scendere, abbiamo chiamato il carro attrezzi. Invece Gianluigi Nuzzi è un burlone, fece uno scherzo a Martinoni. Ma è una persona molto disponibile, che pur di venire è arrivato da solo con la sua auto, ripartendo subito dopo e disdicendo tutti gli impegni per quella serata».
Progetti futuri? «Ci piacerebbe un pubblico giovane, dai 15 ai 25 anni, e stiamo pensando di portare autori di culto per questo target. Vorremmo raddoppiare i big per serata e se c’è l’accordo sfruttare due location, per farlo diventare un mini festival. Intanto, a luglio Saremo al chiostro di san Paolo», concludono i due curatori.
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