Coro polifonico di Santo Spirito Trent’anni di musica e canti
Il sodalizio ferrarese attivo dal 1986 è una delle più belle realtà culturali ferraresi Il direttore artistico Francesco Pinamonti racconta un’avventura piena di emozioni
di FRANCESCO PINAMONTI
Quando mi inviarono a fine gennaio le foto delle vetrine del negozio di CD in Grabenstrasse a Vienna e del negozio si Salisburgo accanto alla casa di Mozart in cui campeggiava la prima registrazione dell'Accademia dello Spirito Santo (gruppo ridotto del Coro Polifonico di Santo Spirito) dell'Orfeo di Ferdinando Bertoni, registrato al Teatro Comunale di Ferrara nel corso della Stagione Lirica 2014, ho iniziato a riflettere sul fatto che in trent'anni (perché sono passati sì trent'anni dal lontano 1986) un po' di strada era stata fatta da questi ragazzi. Del primo gruppo dai cui prese origine il Coro Polifonico di Santo Spirito, oramai in organico stabile non c'è più nessuno, ma, nonostante ciò, questo fantastico gruppo di persone che, assieme a me, loro direttore, è cresciuto in qualità musicale e, senza pudore, anche in umanità, continua a sfoderare meraviglie ed entusiasmo. Capiamoci: non sono state solo rose e viole, ma un costante, testardo, continuo lavoro di scrematura, miglioramento, intonazione, indipendenza nella lettura, di sviluppo musicale, di contrasti, di lotte per convincere che la strada intrapresa - difficile e faticosa - avrebbe portato a risultati. Quali risultati … in questo 2016 in programmazione 7 diverse opere corali con 5 orchestre diverse ed alcuni dei migliori cantanti specializzati nel repertorio barocco, dopo un 2015 che ha visto l'esecuzione di opere di Monteverdi (Orfeo), Bach (Johannes-Passion) e Haendel (Messiah).
Anche mercoledì sera al termine della prova prima degli assiemi del concerto bachiano, ho ricordato ai ragazzi il privilegio che hanno in prima persona di cantare cose bellissime, ma soprattutto di trasmettere l'Anima della Musica a tutte le persone, prima ai propri amici del coro e, non ultimo, a chi ascolta.
I ricordi vanno a tutti coloro, direttori ospiti compresi, che hanno sempre stimolato in maniera ortodossa, ma anche rude, ognuno dei coristi e che hanno notato e (perché no) esaltato le potenzialità di questo gruppo musicale ferrarese che fin dai primi anni di vita ha varcato i "confini" cittadini. Ognuno di loro ha lasciato a ciascuno di noi un qualcosa, che può essere un sorriso di soddisfazione, un'occhiata di rimprovero, una battuta feroce per correggere un difetto, un semplice ma sincero attestato di stima.
Ma chi ha creduto in noi, in questo gruppo di ragazzi che voleva fare musica per il meglio delle loro possibilità, è stata la città di Ferrara ed il pubblico ferrarese che segue sempre con grande partecipazione ed interesse tutti i concerti e produzioni del coro stesso. Coloro che hanno creduto per primi in questo gruppo è stata la parrocchia di Santo Spirito e la Comunità dei Frati Minori che hanno sempre sostenuto ed ospitato (e ospitano, ora la Comunità dei Frati Francescani dell'Immacolata) nei locali di via Resistenza il nostro coro, che giustamente ha preso e mantenuto il proprio nome in riferimento al luogo dove e nato e dove svolge ancora, in polifonia, il servizio liturgico per le principali solennità. Ma merito anche al “Garden Club” e a Giulia Vullo, che per primi hanno scommesso sul coro, "commissionando" letteralmente concerti vocali a tema nei diversi palazzi nobili ferraresi e nelle chiese che grazie a tale associazione e a Ferrariae Decus venivano restituite alla città nella loro bellezza. Un legame stretto si instaurò anche con Mons. Carlo Caffarra, che sostenne in maniera importante l'attività concertistica sacra del Coro, all'interno anche della nostra Cattedrale. Grazie alle diverse amministrazioni che si sono succedute alla guida della nostra città, e che negli ultimi anni non hanno fatto mai mancare il loro sostegno, anche solo con la loro presenza ai momenti ufficiali e a quelli “ufficiosi”. Da ultimo, ma non per importanza, l'apporto fondamentale che prima il Teatro Comunale e successivamente la Fondazione Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado” ha concesso, commissionando al Coro Polifonico o alla propria compagine ridotta (Accademia dello Spirito Santo), la partecipazione come coro alle produzioni barocche all'interno della Stagione Lirica.
I pensieri corrono e vanno alle registrazioni effettuate in questi ultimi anni con ORF1 (Radio di Stato Austriaca) e trasmesse in differita nella loro interezza, alle "correzioni" fatte da coro e orchestra al termine del concerto, per cui mentre il pubblico era appena uscito dalla sala dopo un bellissimo concerto, si iniziava nuovamente a cantare e a suonare secondo le indicazioni dei tecnici della radio austriaca.
Se per un attimo mi fermo a riflettere, vedo i tantissimi ragazzi ferraresi, universitari di altre parti di Italia, studenti e studentesse Erasmus di tutta Europa o Statunitensi o sudamericani, che hanno cantato assieme a noi: per due di loro un ricordo, ed il merito di aver fatto acquisire la consapevolezza delle potenzialità vocali del coro stesso, Bent Børme e Mette Holme Jensen, studenti danesi della facoltà di Musica di Copenhagen. Grazie al loro prezioso lavoro dal punto di vista della vocalità e dell'intonazione a latere del normale lavoro di studio, il coro iniziò ad intraprendere la strada che ancora oggi sta percorrendo di ricerca continua.
È bello il fatto che ogni tanto in occasione proprio delle "ricorrenze/anniversari", alcuni di loro riescano a tornare qua a Ferrara per qualche giorno proprio per cantare con noi, oppure quando il coro si muove e va all'estero, ci raggiungano laddove cantiamo. C'è una frase che rende bene questo rapporto di "cameratismo musicale", aggiungo io, "eterno" che lega tutti coloro che hanno cantato in questo coro: «Chi inizia a cantare in un coro si accorge subito che non basta solo la voce. Allora smette all'istante oppure non smette mai più». Ci si può non trovare d'accordo su tante cose, ci si può scontrare per altrettante, ma quando si inizia a cantare si realizza un'armonia, una modalità comunicativa dei propri sentimenti molto forte, tanto da riuscire a trasmettere quest'anima a chi ci sta attorno. Più di una parola e più di un ringraziamento al Presidente della nostra associazione, Mauro Vignolo, che ormai da più di dieci anni, governa il timone del coro e che, assieme a me e a tutti i ragazzi, condivide i successi, i problemi organizzativi, le più diverse difficoltà. A Mauro il merito di essere fondamentale elemento collante di tutto, di tutti ed in ogni ambito. Senza la sua preziosa attività e contagiosa simpatia tutti i diversi (non pochi) gradini che questi trent'anni abbiamo salito sarebbero stati di gran lunga più faticosi
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