Magnificat e Oster-oratorium Programma nel segno di Bach
Questa sera (inizio alle ore 21) l’atteso concerto nella Basilica di San Giorgio Protagonisti il Coro polifonico di Santo Spirito e le Orchestre Baroquip e Da Ponte
Nel periodo pasquale, dalla Domenica delle Palme sino a quella in albis, è consuetudine ormai radicata anche in Italia promuovere concerti di musica sacra. Anche quest'anno particolare significato e importanza cittadina riveste quello che è stato programmato per stasera, alle ore 21 nella Basilica di San Giorgio, col Coro Polifonico Santo Spirito diretto da Francesco Pinamonti, e l'Orchestra da Camera Baroquip guidata da Roberto Zarpellon. I due complessi, integrati dal qualificatissimo apporto solista di Patrizia Cigna, Luciana Mancini, Gernot Heinrich e Mauro Borgioni - voci da tempo affermate nel repertorio barocco in campo nazionale ed internazionale - eseguiranno l'Osteroratorium BVW 249 e il Magnificat BWV 243di Johann Sebastian Bach. Entrambi i due gruppi impegnati nella serata sono specializzati nel repertorio rinascimentale e barocco: il Coro Polifonico Santo Spirito, fondato nel 1986, è composto da circa trentacinque coristi di formazione musicale piuttosto eterogenea. Nei suoi quasi trent'anni di attività ha riscosso unanime consenso di pubblico e critica per il continuo lavoro di ricerca e rinnovamento, fino a diventare una fra le formazioni più interessanti per le esecuzioni del suo particolare repertorio. Il suo direttore, Francesco Pinamonti, ha cantato sotto la direzione, fra gli altri, di Claudio Abbado e John Eliot Gardiner, e ha approfondito gli studi di direzione di coro e di vocalità con grandi maestri del settore. E' direttore artistico del Coro dell'Università di Ferrara, fondato nel 1998, e dal 1986 del Coro Santo Spirito. Dal 2011 al 2013 è stato direttore ospite del Coro Musicantiqua di Siracusa. L'Orchestra da Camera Baroquip nasce a Treviso nell'ambito del progetto dell'Associazione culturale "Antiqua Vox" e si rivolge anzitutto agli studenti dei corsi superiori dei Conservatori. L'attività didattica è arricchita da laboratori periodici tenuti da musicisti di fama. Tra questi Roberto Zarpellon, che la guida in questa occasione, è un valente organista, didatta e direttore d'orchestra dal curriculum nazionale ed europeo e un appassionato animatore culturale, oltre che uno dei massimi esperti dell'opera barocca.
L'Oratorio di Pasqua è la prima delle sue opere che Bach chiama “Oratorio”; le altre sono l'Oratorio di Natale e l'Oratorio dell'Ascensione. In questa composizione la maggior parte del materiale proviene dalla Cantata BWV 249 A, una cantata profana scritta per il compleanno del Duca Cristiano di Sassonia-Weissenfels ed eseguita il 23 febbraio 1725, che prontamente viene riutilizzata per celebrare la Pasqua dello stesso anno (1° aprile 1725). I primi due movimenti (Sinfonia e Adagio) sono puramente strumentali; la Sinfonia introduce trionfalmente con trombe e timpani la vittoria di Cristo sulla morte, poi l'atmosfera diventa più raccolta per raccontare la gioia della Resurrezione. Con il terzo movimento (Coro) è rappresentata l'esortazione degli apostoli Pietro e Giovanni ad avviarsi con gioia verso il sepolcro per constatare la Resurrezione di Cristo. Nel recitativo successivo, a quattro voci, i due apostoli incontrano Maria Maddalena e Maria di Cleofa (detta Jacobi perché madre di Giacomo): quest'ultima, nell'aria seguente con flauto obbligato, afferma l'inutilità degli aromi di sepoltura per il Cristo risorto, cui si addicono invece le corone d'alloro. Maria Maddalena, Giovanni e Pietro (Recitativo n. 6) constatano lo spostamento della pietra sepolcrale e il sudario vuoto di Gesù e Pietro (Aria n.7) medita sulla morte che, dopo la Resurrezione di Cristo, non è più motivo di dolore e angoscia per l'uomo. Ritornano in scena le due Marie con un Recitativo-arioso (n. 8) e poi con un'Aria della sola Maria Maddalena (n. 9, con oboe obbligato) che esprimono l'ardente desiderio di rivedere l'amato Maestro. L'Oratorio termina con l'invito a gioire per il compimento della Salvezza (Recitativo di Giovanni e Coro finale).
Il Magnificat in Re maggiore BWV 243 è una delle più importanti opere vocali di Bach. Si tratta di una cantata sacra composta per orchestra, coro a cinque voci e cinque solisti. Il testo è tratto dal cantico contenuto nel primo capitolo del Vangelo secondo Luca, con il quale Maria loda e ringrazia Dio perché ha liberato il suo popolo. Il Magnificat, insieme alla Messa in Si minore, costituisce una delle due principali composizioni in lingua latina di Bach che ne compose una prima versione in Mi bemolle maggiore nel 1723 per i Vespri di Natale a Lipsia, versione che conteneva numerosi testi natalizi. Nel corso degli anni il compositore rimosse i brani specifici per il Natale in modo da rendere il Magnificat eseguibile durante tutto l'anno. Bach traspose anche il brano da Mi bemolle maggiore a Re maggiore, tonalità più adatta per le trombe. La nuova versione, che è quella conosciuta oggi, venne eseguita per la prima volta nella Thomaskirche di Lipsia il 2 luglio 1733. La cantata è divisa in dodici parti che possono essere raggruppate in tre movimenti, ognuno inizia con un'aria ed è completato dal coro.
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