La Nuova Ferrara

il racconto di michele govoni - sesta puntata

Mercedes, nel 1933 da donna “eccezionale” diventa “assassina”

Mercedes, nel 1933 da donna “eccezionale” diventa “assassina”

“Ti ringrazio Filippo, darò il minor disturbo possibile, te lo prometto. Quando il mio lavoro sarà completo avrai l’anteprima del risultato” rispose Veronica passandosi i capelli dietro un orecchio....

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“Ti ringrazio Filippo, darò il minor disturbo possibile, te lo prometto. Quando il mio lavoro sarà completo avrai l’anteprima del risultato” rispose Veronica passandosi i capelli dietro un orecchio.

Veronica cercò subito il diario del 1933. Tumaini aveva scritto le annate sul dorso e sul fronte di ogni diario. I diari erano tutti uguali. Neri, rilegati in pelle con un elastico che li teneva chiusi.

Quello che Veronica cercava era sul fondo dello scatolone. Sulle pagine ingiallite dal tempo comparve agli occhi della ricercatrice la scrittura minuta del professore. Ogni facciata era dedicata ad un giorno dell’anno. Si trattava di appunti brevi. Avvenimenti legati a vicende universitarie, ad amici, ai discorsi del Duce. Ne uscivano una Ferrara fascista e i personaggi della cultura del tempo che animavano i circoli di regime. Non mancava mai, per ogni giorno, un riferimento a Mercedes. Tumaini scriveva di lei parole dolci e poetiche: la definiva “gioia infinita”, “musa”, “donna eccezionale” ed altri appellativi. Poi, improvvisamente, nei giorni intorno al 10 settembre 1933 comparve la prima definizione diversa della ragazza: “carnefice” c’era scritto. Poi, qualche giorno dopo, “assassina”, “aguzzina” e, da ultimo, “traditrice”. Nella pagina del diario dedicata al 26 ottobre, pochi giorni prima della scomparsa della ragazza, Tumaini aveva scritto “Mercedes come Luisa pagina 14 e pagina 36. Gli occhi dell'assassino...”.

“Gli occhi dell'assassino” ripeteva tra sé Veronica. Aveva già sentito questo appellativo. Sembrava il titolo di un libro, di un romanzo di appendice. La certezza le venne dopo una rapida ricerca nel catalogo della biblioteca: “R. Tumaini, Gli occhi dell’assassino, Ferrara, Tipografia Sociale, 1933 - XI”. Il professore aveva scritto un romanzo, in età giovanile.

Veronica lesse il più velocemente possibile le prime pagine. Il libro raccontava di una storia d’amore di una certa Luisa con il suo Antonio. La scrittura, un po’ banale e retorica, lasciava spazio a ben poca fortuna letteraria.

Michele Govoni

6, continua

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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