La Nuova Ferrara

La trisnonna il segreto per stupire il pubblico ferrarese

La trisnonna il segreto per stupire il pubblico ferrarese

Intervista a Massimo Lopez che venerdì sera è di scena al Teatro Nuovo

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FERRARA. Un artista puro, un attore a 360º che ama il proprio lavoro, ma ancora di più ama recitare, interagire con un pubblico che da anni continua a tributargli affetto e riconoscenza. Questo è Massimo Lopez, difficile, vedendo tutto quel che fa nell’ambito dello spettacolo, definirlo con una parola sola, rinchiuderlo in un solo concetto artistico, la definizione che più gli si adatta è poliedrico, che mai smette di stupire ed entusiasmarsi per quel che fa. Questo entusiasmo, questa sua passione saranno la colonna portante dello spettacolo che lo vedrà protagonista venerdì, alle 21 al Teatro Nuovo di Ferrara, dal titolo “Sing e Swing”, nel quale Lopez mostrerà tutta la propria bravura come attore, cantante, ma anche con un pizzico di ironia e comicità che rendono ogni sua interpretazione unica.

Ferrara, per Lopez, è un gradito ritorno: anni fa insieme a Solenghi e Marchesini del Trio e poi in provincia con uno spettacolo d’attore ma solista.

In “Sing and Swing” propone canzoni della migliore tradizione swing e jazz, da dove arriva questa passione?

«La musica - risponde - è una mia passione, fin da quando ero fanciullo. Ho apprezzato e amato in particolar modo Cole Porter e Frank Sinatra, sentivo i dischi che ascoltavano i miei genitori e poi vedevo i film americani, sentivo cantare in inglese e pensavo “da grande voglio fare l’attore americano”».

Attore lo è diventato, ma non americano...

«Si, il primo ad intraprendere la carriera di attore in famiglia è stato mio fratello maggiore Giorgio, io avevo lo stesso desiderio, ma l’ho taciuto in famiglia, soprattutto a mio padre, perché scettico nei confronti di questa carriera; quindi mi sono esposto con i miei progetti di vita da artista quando ho ottenuto la prima scrittura. Sono nato come attore drammatico, la prima rappresentazione scenica è stata un’opera di Pirandello. Recitare in ruoli intensi e drammatici dà tanta soddisfazione».

Lei è noto soprattutto per i ruoli brillanti, le interpretazioni ironiche, mai sopra le righe, con grande intelligenza.

«Sì, anche nello spettacolo che presenterò a Ferrara non ci saranno solo musica e canzoni, ma vi sarà anche spazio per la comicità, l’ironia e la cosa che più contraddistingue la rappresentazione sarà il coinvolgimento del pubblico. Come? Quando sono sul palco, mi piace aprire un contatto con il pubblico, una sorta di dialogo elettivo che mi fa avere un rapporto quasi amicale, spontaneo, con chi è di fronte a me. Per questo ogni mia rappresentazione non è mai uguale all’altra ed ogni rappresentazione e quasi uno spettacolo a se stante ogni sera».

Cosa le manca a questo punto della sua carriera?

«Ora come ora mi piacerebbe tornare a fare l’attore, di cinema o televisione non importa, basta sia un soggetto valido, una buona sceneggiatura. Mi manca stare davanti alla macchina da presa».

Di Ferrara che pensa?

«Ho sempre avuto riscontri positivi dal pubblico ferrarese tutte le volte che ho fatto spettacoli in quel territorio - racconta -, perché la mia trisnonna paterna era ferrarese...».

Continua anche l’attività di doppiatore.

«A breve – ha detto Lopez – inizierò il doppiaggio della nuova stagione dei cartoon dei Simpson, dove presto la voce italiana di Homer, ma ho anche doppiato uno dei personaggi del film animato, in uscita al cinema Zootropolis ed altri doppiaggi da fare, tra i miei ultimi lavori ho doppiato il premio oscar Ben Kingsley ed ho particolarmente apprezzato il lavoro fatto nel far parlare italiano a Colin Firth in “A single man”.E Il prossimo ottobre parteciperò a 4 puntate di “Tale e quale show”».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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