Le iscrizioni a Santa Maria in Vado
Terzo volume sulla memoria dei sepolcri lasciata da Cesare Barotti
Oggi alle 17 nella sala Riminaldi della Biblioteca Ariostea, in via Scienze, a cura della Deputazione provinciale ferrarese di storia patria viene presentato il volume Le iscrizioni sepolcrali e civili di Ferrara con le piante delle chiese raccolte da Cesare Barotti. III. Santa Maria in Vado, a cura di Corinna Mezzetti (Ferrara, Este Edition 2015). Introduce il professor Franco Cazzola, presidente della Deputazione, con interventi del professor Carlo Bitossi, ordinario di Storia moderna all’Università di Ferrara.
Tra i fondi manoscritti dell’Ariostea si conserva il corpus epigrafico raccolto nel ’700 dal sacerdote ferrarese Cesare Barotti: vero e proprio lapidario su carta che trasmette la memoria di tutte le iscrizioni sepolcrali e civili esistenti nelle chiese ed in alcuni edifici della città. La maggior parte dei manufatti descritti da Barotti è oggi perduta: la sua opera è fonte preziosa e insostituibile per ricostruire uno spaccato vivo e variegato della realtà di Ferrara nei secoli passati. Nel 2003 è partito un progetto di edizione dell’opera barottiana. Dopo i primi volumi sulle chiese di Sant’Antonio in Polesine, San Carlo, San Giorgio, Santa Maria Nuova e San Pietro, esce ora il terzo interamente dedicato alle iscrizioni del complesso di Santa Maria in Vado, con testi introduttivi e schede di Alberto Andreoli, Federica Bassi, Lucia Bonazzi, Massimiliano Bruni, Monica Cavicchi, Irene Galvani, Alessandra Massarenti, Corinna Mezzetti, Silvia Superbi ed Eleonora Testoni.
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