La Nuova Ferrara

La regista ferrarese Lyda Patitucci corre Veloce come il vento

La regista ferrarese Lyda Patitucci corre Veloce come il vento

La giovane ha lavorato al fianco del regista Revere nel film «È stato un lungo percorso, seguendo gare in tutta Italia»

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Il nuovo action movie italiano, in sala oggi (l’altra sera in anteprima all’Uci Cinemas di Ferrara), Veloce come il vento di Matteo Rovere, riserva una sorpresa per la nostra città: come director second unit c’è infatti una giovane regista ferrarese, Lyda Patitucci.

La storia è quella di una pilota, l’attrice bolognese Matilda De Angelis, all’esordio, che ha le corse Gt nel sangue ma che si ritrova da sola a badare al fratellino più piccolo, dopo aver perso il padre. Arriverà a complicare tutto il fratello maggiore, Stefano Accorsi, ex pilota, che con il mondo delle gare clandestine ha molto a che fare. «Nel 2014 - ci racconta Lyda -, abbiamo seguito tutto il campionato Gt, che si svolge ogni weekend, da maggio a ottobre, con la scuderia del Team Antonelli. Hanno corso con la livrea dei colori di Giulia-Matilda, piegando a volte la realtà alla storia: ci sono state gare in cui la macchina usciva ed a noi serviva vincesse sicché, lavorando sulla quantità di immagini catturate, ricostruivamo il racconto. Imola è stata poi la location principale, anche con scene ricostruite nel circuito, ed a Matera sono state girate le gare clandestine, passando dalle sterrate, con fondo sabbioso, alla splendida pavimentazione del centro, sulla quale si andava come sul sapone».

La protagonista usa una Porsche 997 K, arancio e blu; l’altra macchina, utilizzata nelle corse clandestine, è la leggendaria Peugeot 205 turbo 16: «L’ha guidata Paolo Andreucci, pluricampione italiano di rally. A Matera, all’inizio di una scena in cui ero accanto al pilota, arrivò un signore uscito di corsa da casa, si avvicinò ad Andreucci e gli disse “sapevo che era lei”; in pratica l’aveva riconosciuto dal rumore inconfondibile di quest’auto, della quale oggi ci sono pochissimi esemplari».

Nel film Lyda è director della second unit: «C’è stata la grande lungimiranza di Matteo, che ha pensato di avere una seconda squadra a lavorare in contemporanea con l’unità principale; segue le parti che non riguardano gli attori, le scene con gli effetti speciali e gli stuntman. Poiché servono molte immagini per tenere alto il ritmo delle scene».

Un film sulle corse, dal recente Rush al format di Fast & Furious, a leggende come La 24 ore di Les Mans, è una novità per il nostro mercato: «Condivido poi - aggiunge la Patitucci - la visione globale di cinema di Rovere, la quale comprende una visione imprenditoriale; lui lavora attivando squadre che collaborano. In Italia, fra registi, c’è una tradizionale competizione, ma grandi come Tarantino e Rodriguez hanno dimostrato il contrario».

Già impegnata in Smetto quando voglio 2 e 3 in cui Rovere si occupa della produzione, Lyda, formatasi al Dams di Bologna, ma specializzatasi a Barcellona all’Escac, proprio per imparare a fare cinema di genere, sta anche lavorando a far diventare film o serie tv il teaser Mila in bloodstained Delta, dedicato alla bounty killer Mila Zago, personaggio nato dalla penna dello scrittore padovano Matteo Strukul, girato sul Delta del Po, con cui iniziò a farsi conoscere. Poi ha un nuovo soggetto, un film di guerra, il rapporto fra una donna ed una bambina, una militare e una profuga, in un viaggio all’indietro, ispirandosi a pellicole come Valhalla Rising.

Silvia Gorgi

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