Balzano e i suoi libri sugli emigranti
L’autore ne parlerà con Sergio Gnudi, moderatore della serata
Più che "l'ultimo arrivato" pare ormai un "predestinato" lo scrittore milanese Marco Balzano, tantoché ogni sua uscita letteraria, fin dal suo esordio nel 2007 con la raccolta di poesie "Particolari in controsenso", non ha mai fallito un colpo, ricevendo una compilation di premi di prestigio non solo nazionali e arrivando al culmine - nel 2015 - quando la cosiddetta Giuria dei Trecento, al cospetto di un teatro La Fenice gremito, gli ha consentito di alzare al cielo il prestigioso Premio Campiello 2015, dal titolo per l'appunto: "L'ultimo arrivato" (Sellerio Editore).
Dalla Fenice di Venezia al “Tosi” di Santa Maria Maddalena il tragitto è breve, dato che sarà il luogo in cui Marco Balzano, alle 21 di stasera verrà ospitato in occasione del quinto appuntamento della rassegna Parole d'Autore, organizzata del Comune di Occhiobello e dall'associazione Parole di Carta capitanata da Bruna Coscia. Il romanzo, che l'autore andrà a commentare con il moderatore Sergio Gnudi, è ambientato nell'Italia degli anni Cinquanta all'apice del fenomeno dell'emigrazione di uomini e donne, ma anche di bambini - che mai si erano allontanati da casa - dalle regioni del Sud a quelle del Nord, in cerca di una situazione lavorativa dignitosa e di una prospettiva di vita migliore. Tra questi bambini c'è anche il protagonista della vicenda: Ninetto detto "pelleossa", che lascia la Sicilia per scappare a Milano.
Ninetto però è da solo, e quando arriva a destinazione in quella città sconosciuta, non capisce più se è "picciriddu" o adulto. Nessuno può aiutarlo, forse solo la memoria di lezioni scolastiche di qualche anno di elementari lo proietterà nell'incontro con nuovi ambienti e nuovi amici, col lavoro e le avventure nei quartieri delle periferie.
Vincenzo Iannuzzo
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