La Nuova Ferrara

intervista all’attore ferrarese

Gandini: «Canto Guccini ma il sogno è realizzare un film mio»

Gandini: «Canto Guccini ma il sogno è realizzare un film mio»

Una vita divisa fra cinema, teatro e tv quella dell’attore Giuseppe Gandini. Nato e cresciuto a Ferrara, ma trasferitosi a Roma dal ’93, ha alle spalle una carriera artistica di spessore, con ruoli...

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Una vita divisa fra cinema, teatro e tv quella dell’attore Giuseppe Gandini. Nato e cresciuto a Ferrara, ma trasferitosi a Roma dal ’93, ha alle spalle una carriera artistica di spessore, con ruoli che gli hanno permesso di conoscere quelli che sono stati i “mostri sacri” della commedia all’italiana: Vittorio Gassman, Ettore Scola, Giancarlo Giannini, Stefania Sandrelli, solo per citarne alcuni. Oltre alla star holliwoodiana Julia Roberts, con cui ha recitato una parte nel film Mangia, prega, ama (2010). La passione di Giuseppe per la recitazione nasce però a Ferrara, dove si forma anche artisticamente: «Ho iniziato a recitare nella compagnia del Teatro dei quattro gatti nel 1990 - racconta -, poi dal ’91 al ’93 ho collaborato con il Teatro dell’Asino, del regista Marco Felloni».

Nel ’93 si trasferisce a Roma, come è stato l’impatto?

«Positivo, anche perché all’epoca Roma era meglio di adesso, da ogni punto di vista. È la città dello spettacolo, ci sono tutte le case di produzione, molti teatri, è il polo attrattivo per chi fa questo lavoro».

Attualmente a cosa lavora?

«Sto portando avanti due spettacoli: “Eyes wine shot” sul tema del vino, che facciamo da tre anni con ottimo successo e sto cercando di vendere lo spettacolo “Guccio!” su Guccini, che ha avuto un ottimo debutto al Teatro Vascello di Roma ed è andato in prima nazionale al De Micheli di Copparo. È uno spettacolo-concerto sull’opera musicale del cantautore emiliano, dove si parla di un Lui e di una Lei che vanno a vedere un suo concerto al Palasport di Bologna. Recito con Valentina Bruscoli, fra i musicisti ci sono Roberto Manuzzi, musicista ferrarese della band di Guccini, e Germano Bonaveri. Sono state serate di successo, ma è dura trovare spazi, a differenza del lavoro sul vino».

Gandini sottolinea che queste due rappresentazioni chiudono cinque spettacoli interpretati dal 2002 ad oggi: «Sono una pentalogia delle passioni, costituita da “La tombola” (ambientato all’interno della Festa dell’Unità), “Il cuore a ovest” (dedicato alla squadra del cuore, la Spal) e “L’Italia siamo noi” (sulla storia d’Italia). Tutti e cinque gli spettacoli sono stati scritti, diretti e interpretati da me».

Dei tanti attori con cui ha recitato che ricordi conserva?

«Nel ’97 ebbi l’opportunità di fare un’esperienza importante, recitare nel film La cena di Scola. Gassman era una persona simpatica, con una grande dialettica. Fu un bel contesto, con quel film ho visto una delle ultime situazioni di grandi set. Altre esperienze importanti sono state Fortezza Bastiani del 2001 di Mellora e Rossi e Febbre da fieno del 2009 di Laura Luchetti. Positiva anche quella con Julia Roberts, persona molto bella. In più ho recitato in inglese e non è stato semplice, ma per 6 giorni mi è sembrato di esser a Hollywood».

«Progetti? Ho fatto una serie importante per Rai1 - aggunge -, “Catturandi”, dove recito con forte accento ferrarese. Ma il sogno più grande è debuttare come regista in un film: ci sono andato vicino, ma ancora non è successo. Nonostante abbia vinto due Nastri d’argento, nel ’95 per la regia del corto Il mito della realtà con Marco Felloni e un altro a tutto il cast maschile per La cena, ancora non ho capito come si fa a debuttare nella regia di un lungometraggio. Intanto, a Bologna in novembre faremo lo spettacolo su Guccini, mi piacerebbe portarlo anche a Ferrara».

Veronica Capucci

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