La Nuova Ferrara

Il racconto di michele govoni - settima puntata

Il mistero di Mercedes sta per svelarsi alla Porta degli Angeli

Il mistero di Mercedes sta per svelarsi alla Porta degli Angeli

Poi alle pagine 14 e 36 le svolte: Luisa tradisce Antonio, lui la scopre e, in un momento d’ira, la uccide e nasconde il cadavere in una nicchia segreta nell’antica Porta degli Angeli. La chiave del...

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Poi alle pagine 14 e 36 le svolte: Luisa tradisce Antonio, lui la scopre e, in un momento d’ira, la uccide e nasconde il cadavere in una nicchia segreta nell’antica Porta degli Angeli.

La chiave del mistero sembrava essere contenuta nel romanzo della giovinezza. Veronica lesse e rilesse il diario del 1933 cercando in esso altri elementi che potessero avvalorare la teoria che stava prendendo piede. Alla pagina del 30 ottobre Veronica vide un appunto veloce ma significativo Veritas filia temporis. “La verità è figlia del tempo” tradusse ad impronta Veronica. E poi un altro appunto al 31 ottobre: Requiescat in pace. Non necessitava certo di traduzione e nemmeno di ulteriori spiegazioni. Quattro giorni dopo Veronica, accompagnata dal suo avvocato, da Loredano Bellini e dalla nipote, dal magistrato di turno e dai carabinieri era alla Porta degli Angeli per il sopralluogo di scavo.

Una lama di foschia tagliava a metà la vista da sopra il terrapieno delle mura estensi, là verso il Parco Bassani. Nel suo intimo Veronica sapeva di aver interpretato bene le parole di Tumaini, ma al tempo stesso sperava di aver sbagliato, sperava di essere incorsa in un errore di analisi delle fonti. Forse la sua valutazione era stata un po’ affrettata? Era corsa subito alle conseguenze? Non poteva fare a meno di pensare a Mercedes, alla sua sete di vita, a quel gomitolo di lama da srotolare tutto e subito. Aveva forse tradito Ruggero Tumaini? Lui lo aveva saputo e in un eccesso di rabbia l’aveva uccisa e aveva sepolto il suo cadavere proprio come Antonio aveva fatto con Luisa? Forse non era morta subito, ma si era addormentata lentamente, dopo una lenta e dolorosa agonia. Veronica non poteva ripensare alla morte della ragazza senza un brivido.

“Ecco! Qui c’è qualcosa!” gridò il capo degli operai.

I presenti accorsero. Una cassetta di metallo era comparsa sotto i colpi dei picconi e delle pale. Dentro, in un involto di fogli di cloruro di polivinile, un pacchetto di lettere e di fotografie accompagnate da un biglietto.

Michele Govoni

7, continua

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