Direzione, orchestra e voce: perfetto
Applausi per la sinfonica della Rai diretta da Val„uha con Servillo
La prima volta di Juraj Val„uha sul palcoscenico del Teatro Comunale di Ferrara fu nel febbraio del 2009, quando venne a dirigere la Carmen di Bizet e quella volta scrivemmo: “Prestando orecchio allo strumentale di Bizet, veniva voglia di sentire Val„hua eseguire Shostakovic, tanto era espressionistico quel suo rallentare i tempi lirici”. Notammo cioé già allora, lui giovanissimo, una cifra personale incline alle suggestioni della musica russa, o comunque dell’Est Europa. La seconda volta di Valchua al Comunale - ora Teatro Abbado - è stata l’altra sera con l'Orchestra sinfonica nazionale della Rai, per Ferrara Musica. Il concerto ha esaudito il nostro desiderio del 2009: e se non era Shostakovic in programma, erano comunque due russi coevi, vale a dire Sergej Prokofiev e Igor Stravinskij. Del primo è stata eseguita la Sinfonia n.1 in Re maggiore op.25 “Classica”; del secondo la tragica opera-oratorio Oedipus Rex. Ma c’è un altro aggancio che - in sede critica - dobbiamo afferrare: è il filo palpabile che lega lo stile, il metodo, la sensibilità musicale di Val„uha proprio a Claudio Abbado. Gli orfani del maestro milanese potranno trovare in questo ancor giovane direttore di Bratislava il continuatore di un magistero direttoriale estraneo ad ogni fascino animale, perché tranquillo, calligrafico, analitico, tendente all’individuazione delle marezzature che le note possono offrire senza lucidamente dichiararle. La ricerca cioé del suono non detto, ma da scoprire attraverso l’intuibile. La dimensione della musica che va oltre gli accordi e l’armonia. Il mondo delle vibrazioni simpatetiche, le quali appartengono più alla sfera del ragionamento che a quella del sentimento.
Volete un ricamo? Ecco che Val„uha lo trova, pertinente, appropriato. Volete un magma sonoro che attanagli lo stomaco? Ecco che egli ce lo offre... ma nelle sue componenti più intime, dove ogni suono, ogni sfumatura, ogni passaggio è gustato e centellinato, come fa l’orso col miele, e non ingoiato di getto come farebbe il lupo con l’agnello. La sua gestualità sembra fredda, mentre invece è essenziale e il suo sollecito alle sezioni orchestrali è sempre misurato. In questo ambito ha condotto un’ottima Orchestra nazionale della Rai, sia nella classicheggiante Sinfonia di Prokofiev, sia nell’Oedipus Rex di Stravinskij. Nell’opera-oratorio hanno brillato di luce propria le voci soliste di Toni Servillo (il narratore), Brenden Gunnell (Edipo), Sonia Ganassi (sostituiva nel ruolo di Giocasta l’annunciata Julia Gertseva), Alfred Muff (Tiresia), Marko Mimica (bass-baritono) e Matteo Mezzaro (un Pastore). Eccellente anche il coro ceko di Brno, preparato da Petr Fiala. Teatro praticamente esaurito e tripudio di applausi per tutti.
Athos Tromboni
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