Poggipollini con la musica cerca l’equilibrio perfetto
Dopo “Minha Janela” ecco “Life balance”, altra canzone di grande atmosfera. «Il titolo per me significa una vita in pace con se stessi: un obiettivo per tutti»
È uscito venerdì scorso su tutti i portali digitali il singolo Life balance pubblicato dall’etichetta ferrarese Jaywork di Paolo Martorana e Luca Facchini, composto e interpretato da Ettore Poggipollini, chitarrista in passato con Litfiba e Ligabue, molto noto anche nella nostra provincia. Life balance è un progetto molto particolare, abbiamo chiesto a Poggipollini di descrivercelo...
«Ho scritto questo brano - dice il chitarrista ferrarese -, perché mi fa star bene, mi rilassa, evoca elementi naturali e mi fa viaggiare. Posso chiudere gli occhi e visualizzare luoghi fantastici in cui mi sento bene. Lo ascolto anche durante le passeggiate mentre osservo cielo , alberi, fiori, natura e tutto diviene talmente bello. Sono convinto che chi avrà la fortuna di ascoltarlo potrà finalmente ritagliarsi un piccolo momento di serenità, magari chiudendo gli occhi o facendo una camminata in mezzo alla natura. Per Life balance intendo uno stile di vita equilibrato che conduca la persona ad essere in pace con se stessa e di conseguenza con gli altri. Quando riesco a sentirmi completamente rilassato, ben disposto e positivo, mi dico che ho raggiunto il mio Life balance, quasi fosse un punto ben preciso, una condizione del proprio essere. Dobbiamo cercare di entrare in sintonia con quelle situazioni che ci permettono di stare bene».
Che strumenti ha usato?
«Life balance è nata in autunno, in riva ad un fiume. Ho iniziato con un arpeggio di chitarra e subito mi sono venuti in mente gli arrangiamenti. Ho utilizzato principalmente strumenti acustici come chitarra, flauto, viole, ho inserito pure campanelli tibetani, quelli che si muovono e che suonano col vento. Nella parte finale ho aggiunto dinamicità battendo con le mani sulla cassa della chitarra, simulando il galoppo di un cavallo libero che corre in un luogo fantastico, fino all’arrivo dei miei cori che lo sollevano e lo fanno volare».
In quale genere musicale si potrebbe inserire?
«Devo essere sincero, non riesco a identificare un genere che classifichi perfettamente Life balance. New age è limitativo, forse “soundtrack” (colonna sonora) potrebbe essere più appropriato. Inventiamolo ora: genere Life balance. Sinceramente non credo sia necessario dover identificare per forza un brano, ognuno è unico e può avere tanti risvolti».
Dopo Minha Janela continua il suo percorso nella musica di atmosfera...
«Perché è magica, fa viaggiare, evoca sensazioni piacevoli. Adoro la natura, così semplice e spontanea, i suoi suoni ed i suoi elementi li rendo attori nei miei brani sotto forma di parole, sonorità ed emozioni che spero di trasmettere.
Che significato ha la copertina del disco?
«Significa pace ed equilibrio... quindi Life balance. Per la copertina ho utilizzato tre fotografie, due mie ed una del mio amico portoghese Carlos Neves, scultore di uova a livello mondiale ed esperto di rock balance (rocce in equilibrio) e fotografia. Si tratta di una composizione - conclude Poggipollini - creata con una foto scattata in montagna, una in riva al mare portoghese durante il tramonto ed una (quella delle candele) in pianura. Tre foto, due agli estremi ed una centrale che rappresenta la zona di equilibrio, il mio Life balance».
Sempre per l’etichetta ferrarese Jaywork nel 2014 è uscita la canzone Minha Janela (featuring Silvia Pirani), sulla quale è stata creata una originale coreografia da Silvia Bottoni, interpretata da solisti del Jazz Studio Dance e presentata con successo in vari eventi.
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