La Nuova Ferrara

«Ormai si lavora sulla storia aiutando chi ne ha bisogno»

«Ormai si lavora sulla storia aiutando chi ne ha bisogno»

Dacia Maraini simbolo di tante lotte domani sera presenterà il suo ultimo libro La scrittrice ricorda il rapporto con Moravia: uomo straordinario e tanto curioso

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Dacia Maraini, una delle più sensibili ed impegnate scrittrici italiane, vincitrice di premi Strega (nel ’99 per la raccolta di racconti Buio) e Campiello (nel ’90 per La lunga vita di Marianna Ucrìa, pure libro dell’anno), nonché compagna per tantissimi anni dello scrittore Alberto Moravia, sarà ospite domani sera ad Occhiobello per presentare il suo ultimo romanzo edito in novembre dalla casa editrice Rizzoli, La bambina e il sognatore, nell’ambito della rassegna letteraria “Parole d’Autore”. L’incontro con l’autrice ottantenne è in programma alle 21 al Teatro Don Gino Tosi di Occhiobello (Ro), con moderatore come sempre il giornalista Sergio Gnudi.

La bambina e il sognatore racconta di paternità negata, di sogni rivelatori, di infanzia, e anche di scuola. Protagonista infatti è un maestro elementare, Nani Sapienza, abile narratore di storie, per questo adorato dai suoi alunni, ma inviso a colleghi ed al preside. Nani una notte sogna una bambina che gli ricorda la figlia morta anni prima di leucemia. La bambina del sogno sembra essere la stessa che è realmente scomparsa dal paese, e con questa idea contagia la cittadina nella quale vive, i suoi alunni ed inizia una ricerca, la quale è anche una sorta di confronto con il dolore provocato dalla morte della figlia.

La scrittrice nata a Fiesole nel 1936 ci ha gentilmente concesso un’intervista, dove parla di valori come il femminismo - e il ruolo della donna - ed i temi del suo romanzo.

Perché ha scelto come protagonista del romanzo un maestro elementare, grande narratore di storie, ma osteggiato dai colleghi dal preside?

«Perché negli ultimi anni - ci spiega la scrittrice fiorentina - ho frequentato molto le scuole e ho conosciuto degli insegnanti e dei maestri straordinari che, nonostante la disgregazione della scuola, lo scarso stipendio e la scarsa considerazione sociale, portano avanti con coraggio e generosità il loro lavoro. Il libro nasce da questi incontri».

Lei ha combattuto per la conquista dei diritti delle donne. Ha un significato oggi il femminismo? E se sì, quale?

«Il femminismo come ideologia è morto, così come sono morte tutte le ideologie. Rimane la prassi, la quale è importante ma non si accompagna più ad utopia rivoluzionaria... Si lavora sulla storia. Si cerca di aiutare le donne che ne hanno bisogno».

Come reputa la condizione femminile oggi in Italia, rispetto al resto d’Europa?

«L’Italia per certi aspetti è indietro. Come è indietro per quanto riguarda lo spirito civico ed il rispetto delle leggi. Invece per altri aspetti, ad esempio la ricerca, oppure la creatività femminile, si trova in buona posizione».

Lei ha avuto una lunga storia d’amore con un grande scrittore: Moravia. Ci può fare un breve ritratto di questo grande intellettuale?

«Alberto era un uomo straordinario: curioso di tutto, con un forte senso etico, una intelligenza aperta e generosa. Amava la vita - conclude la Maraini -; era allegro e sempre disposto a viaggiare e conoscere altri mondi, altre culture».

Veronica Capucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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