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Suono quindi s(u)ono In scena gli allievi del Conservatorio

Suono quindi s(u)ono In scena gli allievi del Conservatorio

Il Salone d'Onore di Palazzo Bonacossi ospiterà oggi alle 17.30 il secondo appuntamento della rassegna "Studio quindi s(u)ono", la serie di appuntamenti musicali nata da un'idea della Consulta degli...

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Il Salone d'Onore di Palazzo Bonacossi ospiterà oggi alle 17.30 il secondo appuntamento della rassegna "Studio quindi s(u)ono", la serie di appuntamenti musicali nata da un'idea della Consulta degli Studenti del Conservatorio "G. Frescobaldi" di Ferrara per dare agli allievi la possibilità di eseguire in pubblico i repertori affrontati durante il percorso di studi.

Un'iniziativa progettata dagli studenti per gli studenti, che si inserisce nell'ambito delle attività di produzione del Conservatorio.

L'apertura del pomeriggio sarà affidata al duo composto da Natalia Abbascià (violino) e Giulia Murgia (pianoforte) che proporrà l'Adagio dalla Sonata n. 3 in Re minore op. 108 di Johannes Brahms, opera di grande vigore e passionalità portata a termine nel 1887 e dedicata dall'autore all'amico direttore d'orchestra Hans von Bülow.

Maria Galetta, violinista, proseguirà poi con due Capricci per violino solo di Nicolò Paganini, n. 16 in Sol minore (Presto) e n. 20 in Re maggiore (Allegretto), nati dall'esasperata sperimentazione dell'autore delle potenzialità tecniche ed espressive dello strumento. Maria Galetta concluderà la prima parte del pomeriggio con la Partita n. 1 per violino solo in Si minore di Johann Sebastian Bach, suite di quattro danze (Allemanda, Corrente, Sarabanda e Tempo di Borea) portata a termine a Köthen nel 1720.

Cecilia Maria Ceroni aprirà la seconda parte con il primo tempo dal Concerto per violino n. 3 in Sol maggiore K 216 di Wolfgang Amadeus Mozart, accompagnata al pianoforte da Jacopo Bonora.

Il quale concluderà il concerto con la Sonata per pianoforte n. 31 in La bemolle maggiore op. 110 di Ludwig van Beethoven, opera dell'ultima fase creativa dell'autore portata a termine nel 1822.

L'ingresso è libero e la cittadinanza è invitata.

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