Dacia Maraini incanta il pubblico
«Il senso del possesso dell’altro è all’origine degli orrori del mondo»
Solo posti in piedi, venerdì sera al teatro Tosi di Santa Maria Maddalena, per assistere alla presentazione dell'ultimo libro di una vera e propria icona del panorama letterario italiano; Dacia Maraini. Come sempre a dialogare con la scrittrice c'è l'ideatore della rassegna Parole d'Autore, Sergio Gnudi, che in avvio stimola l'ospite a spiegare perché il protagonista del libro; La bambina e il sognatore (Rizzoli) è insolitamente una figura maschile. «È stato molto difficile perché sono abituata a raccontare storie di donne. Poi, più la storia progrediva più mi sono sentita a mio agio nel mettere i panni del maestro. Forse perché è stato lo stesso protagonista a bussare alla mia porta. E quando i personaggi che individuo bussano alla porta devi farli entrare ed essere gentile. Poi, se oltre a due chiacchiere ed un caffè ti chiedono di più, significa che sono quelli giusti e non ti lasciano più». In seguito si parla dei temi salienti del libro: la paternità, la solitudine obbligata, il dolore della perdita, la violenza sui bambini, la capacità di vedere oltre l'evidenza, il sogno e le coincidenze della vita. «Però i punti focali del romanzo sono la classe e i racconti del maestro - rafforza la scrittrice - noi umani abbiamo un bisogno ereditario di ascoltare storie e racconti, che sono la base della letteratura anche oggi. Si racconta, si legge e poi si scrive. Quando si legge un libro, lo si riscrive! Questa è la devastante potenza della letteratura». Un accenno sul significato profondo del possesso: «Il senso del possesso dell’altro è all’origine degli orrori del mondo». Al termine della coinvolgente conversazione, la scrittrice non si sottrae alla moltitudine di richieste di foto e dediche.
Vincenzo Iannuzzo
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