La Nuova Ferrara

Silencio Vivo, creatività regina a Biennale Donna

Silencio Vivo, creatività regina a Biennale Donna

Aperta la XVI edizione della rassegna al Padiglione d’arte contemporanea, recuperato dopo il sisma

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«Oggi festeggiamo due belle notizie la riapertura del Padiglione d'Arte Contemporanea, a quasi 4 anni dal terremoto, e questa mostra, che alla XVI edizione non smette di stupire». Ha esordito così il vicesindaco Massimo Maisto all'inaugurazione - ieri sera - della Biennale Donna. Insieme a lui, a tagliare simbolicamente il nastro su Silencio Vivo la responsabile di sede Udi Liviana Zagagnoni, Barbara Guidi, curatrice delle Gallerie d'Arte Contemporanea, e le curatrici della mostra, Lola Bonora e Silvia Cirelli. Come ogni anno, la Biennale mette in luce la creatività femminile, e riconferma la fama, conquistata nel tempo, da punto di riferimento nell'indagine riguardo l'inventiva delle artiste contemporanee. Anna Maria Maiolino, Teresa Margolles, Ana Mendieta e Amalia Pica esprimono il proprio estro in strutture e opere delicate ma decise, intrise dell'energia vitale tipica delle donne. Tra performance, video, installazioni e immagini intense, si snoda un percorso dal forte impatto emotivo, che riesce a raccontare con intimità le materie dominanti dei paesi latini: il regime dittatoriale repressivo del Brasile, i riti della civiltà primitive delle giungle del Sud America, il dramma delle sparizioni improvvise in Messico. Attraversando i confini del mondo tramite il binomio creazione/distruzione, il profondo legame tra donna e natura si rinvigorisce: il sacrificio femminile si realizza nelle metafore visive delle artiste, che grazie alla spiritualità insita nel proprio genere, esprimono le emozioni collettive. Quasi in una lezione calviniana, la molteplicità dei linguaggi si intreccia nell'esposizione, disposta sui due piani del Padiglione e intrisa di una naturalezza complessa, capace di raccontare il quotidiano, sia nel dramma, sia nella primitiva necessità di evadere, con gli originali mezzi delle arti contemporanee.

Irene Lodi

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